CON IL CENTRO SERVIZI PMI NELLE AZIENDE REGGIANE DECOLA IL PROGETTO “FARE” per l’integrazione multietnica


REGGIO EMILIA 23 SETTEMBRE In un momento in cui il dibattito socio-politico e istituzionale torna frequentemente sulla multiculturalità è il mondo delle imprese a fare un passo e a dare un segnale tangibile di come si possa gestire la multietnicità in azienda. L’espressione “impresa multietnica” è tutto sommato abbastanza nuova e forse non ancora perfettamente compresa sia nel suo significato più semplice e oggettivo che nelle sue implicazioni. Non possiamo dire si tratti esattamente di un neologismo ma sicuramente siamo di fronte a un fenomeno sociale ed economico da analizzare, comprendere e affrontare.Il fenomeno di cui stiamo parlando è appunto la crescente multietnicità delle imprese, in particolar modo delle imprese manifatturiere che, in Emilia Romagna, rappresentano la maggior parte. Le aziende produttive occupano un numero crescente di persone straniere, spesso di molteplici etnie, quasi sempre con difficoltà linguistiche, talvolta con problemi di integrazione, sia lavorativa che sociale.Il progetto “FA.RE, FAcilitare le RElazioni transculturali nelle imprese manifatturiere multietniche” nasce da Centro Servizi PMI, in risposta a un bando Leonardo “Trasferimento d’innovazione” della Comunità Europea, con l’intento di supportare le aziende ad alta presenza straniera nella gestione della complessità organizzativa interna che viene inevitabilmente a generarsi quando si devono gestire risorse umane di lingua madre e cultura molteplici, diverse tra loro e da quelle dell’azienda di appartenenza. E’ un’azienda di Parma – la Ghirardi spa, specializzata nel recupero materiali riciclabili – ad aver avviato per prima, il 19 settembre, il progetto FA.RE promosso in primavera da Centro Servizi PMI, accettando di formare un lavoratore straniero già occupato in impresa al ruolo di “Facilitarore delle relazioni transculturali in impresa multietnica”. La prossima sperimentazione si svolgerà in un’azienda di Reggio Emilia. “Siamo un’azienda fortemente multietnica – dichiara il titolare Tiziano Ghirardi – Su 75 lavoratori, 50, ossia oltre il 65%, sono stranieri, provenienti da 12 Paesi diversi. La scarsa padronanza della lingua italiana da parte delle nostre risorse umane straniere – continua Ghirardi – rappresenta un problema, sia per impartire istruzioni lavorative ma ancor più per trasmettere il buonsenso organizzativo. L’importanza della sicurezza sul lavoro è decisamente sottovalutata dai lavoratori stranieri ed è molto difficile trasferirla, ancor più se sussistono incomprensioni linguistiche. Quindi – conclude Ghirardi – non possiamo ignorare il fatto di essere un’impresa multietnica e dobbiamo attivarci per gestire al meglio questa multiculturalità, nell’interesse di tutti. Riteniamo che questo progetto di Centro Servizi PMI possa aiutarci in tal senso”.“Il Facilitatore – spiega Elena Casiraghi, Project Leader per Centro Servizi PMI del progetto FA.RE – si configura sicuramente come facilitatore comunicazionale ma ancor più vuole porsi come facilitatore d’apprendimento lavorativo e organizzativo per il supporto nei processi aziendali e come facilitatore relazionale per il superamento di incomprensioni culturali e disagi che emergono dai rapporti interpersonali. Si tratta di una figura – continua la Casiraghi – che può fungere da esempio per i propri connazionali, in quanto risorsa integrata nella cultura organizzativa esistente, nonché stimolare positivamente la stessa evoluzione lavorativa nei colleghi di nazionalità straniera”. Gli incontri sono tenuti da un formatore d’eccezione: Adil El Marouakhi, direttore del Centro Interculturale Mondinsieme, istituito dal Comune di Reggio Emilia nel 2001 con l’obiettivo di operare sui processi culturali dell’integrazione, lavorando sia con gli italiani sia con gli stranieri per favorire la coesione e la partecipazione sociale. Mondinsieme è partner del progetto FA.RE.A Reggio Emilia, il progetto è sostenuto anche dai Centri Territoriali Permanenti (CTP) di Reggio Emilia e Scandiano, dal Centro per l’Impiego di Reggio Emilia, dall’Associazione cittadini del Burkina-Faso di Reggio Emilia ed Emilia Romagna e la Comunità egiziana di Montecchio.

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