Multe per 6,7 milioni di euro dalla Consob alla famiglia Burani


cavriago 23 maggio Raffica di multe della Consob per gli illeciti commessi dalla famiglia Burani ai tempi in cui era alla guida di Mariella Burani Fashion Group. L’authority ha comminato sanzioni per 6,7 milioni di euro, le più pesanti delle quali (1,4 milioni a testa) nei confronti dell’ex presidente, Walter Burani, e del figlio Giovanni. Ampia la casistica delle contestazioni: dalle false informazioni al mercato, anche attraverso l’alterazione dei bilanci, all’aggiotaggio operativo. La commissione guidata da Giuseppe Vegas ha multato anche i collaboratori dei Burani, Giuseppe Gullo con 350mila euro, Giacinto Giuliani con 100mila euro e Daniele Bardini con 150mila euro. Sanzioni anche alle società nel cui interesse sono stati commessi gli illeciti: la fallita Mariella Burani Fashion Group dovrà pagare 2,1 milioni, Antichi Pellettieri 900mila euro e la fallita Mariella Burani Family Holding 300mila euro.Ampio il campionario di illeciti contestati dalla Consob, la maggior parte dei quali rientranti nell’aggiotaggio informativo. Si parte con la diffusione, tra l’agosto del 2007 e il dicembre del 2009, di informazioni false nei bilanci e nelle trimestrali di Mariella Burani e Antichi Pellettieri, in grado di offrire una situazione economica e patrimoniale delle due società «migliore di quella reale» e dare un «quadro informativo distorto» agli investitori.Si prosegue con le false informazioni al mercato in merito alla determinazione del corrispettivo per l’opa parziale sul 15% di Mbgf lanciata nel 2008 dalla holding dei Burani (Mbfh) e sulla congruità dei 17,5 euro ad azione offerti, valori determinati e valutati dal mercato sulla base di un prospetto che riproponeva dati contabili falsificati. Si chiude, infine, con le «stime ingiustificatamente ottimistiche» sull’andamento del fatturato di Mariella Burani nel bimestre gennaio-febbraio 2009 e sull’andamento della campagna di vendite della stagione autunno-inverno 2009-2010, contenute in comunicati e documenti pubblicati tra l’1 aprile e il 18 maggio 2009, rivelatesi «false» e «fuorvianti» anche in relazione alla «particolare rilevanza» che le previsioni di fatturato «corrente e prospettico» rivestono per gli analisti finanziari.Padre e figlio, oltre che di aggiotaggio informativo, sono poi stati riconosciuti colpevoli di aggiotaggio operativo per l’acquisto di azioni proprie effettuato da Mbfg nel periodo ottobre 2008-marzo 2009 allo scopo di «sostenere artificialmente il prezzo delle azioni» e cercare di tranquillizzare il mercato. Nell’arco di sei mesi e in 125 sedute i Burani hanno acquistato il 38,3% di quanto scambiato sul mercato.Walter e Giovanni Burani, indagati anche per aggiotaggio e ostacolo all’attività di vigilanza, sono stati condannati in primo grado a sei anni di reclusione dal Tribunale di Milano per bancarotta in relazione al crac di Mariella Burani. La Consob, dalle cui segnalazioni sono partite le indagini del pm di Milano Luigi Orsi, aveva già accertato la non conformità del bilancio 2008 e della semestrale 2009 di Mariella Burani.

Riproduzione riservata © 2016 viaEmilianet