RE 22/3/2011IL BILANCIO 2010 DEL CREDEM


REGGIO EMILIA 22 MARZO Il Consiglio di Amministrazione di Credem, presieduto da Giorgio Ferrari, ha approvato indata odierna i risultati individuali e consolidati del 2010 che saranno sottopostiall’assemblea degli azionisti convocata per il 27 aprile 2011.Il direttore generale di Credem Adolfo Bizzocchi presenterà i dati del 2010 alla comunitàfinanziaria oggi martedì 22 marzo alle ore 16 nel corso di una conference call.“Abbiamo chiuso il 2010 con un’importante crescita dei prestiti ai clienti”, ha commentatoAdolfo Bizzocchi direttore generale di Credem, “dato che ritengo particolarmentesignificativo poiché dimostra la capacità della banca di sostenere le famiglie ed il tessutoproduttivo, con indicatori di solidità patrimoniale e di qualità del credito ai vertici delsistema che ci consentono di guardare al futuro con serenità anche in un contestoeconomico – finanziario ancora incerto come quello attuale. L’utile netto, pur avendosegnato una flessione rispetto all’anno precedente riconducibile alla presenza diaccantonamenti straordinari assenti nel 2009”, ha aggiunto Bizzocchi, “risulta in linea congli obiettivi del piano triennale presentato a inizi 2010 e ci consente di proporre undividendo in crescita rispetto all’anno scorso; tali risultati evidenziano un percorso dicrescita organica e di qualità in linea con la nostra mission di creare valore sostenibile neltempo”.Il Gruppo Credem a fine 2010 conferma il sostegno a famiglie ed imprese con una crescitadegli impieghi del 7,7% a 18,9 miliardi di euro, la qualità del credito, con costo delcredito1 a 0,34% e crediti in sofferenza, al netto delle rettifiche, pari all’1% del totale degliimpieghi e la solidità patrimoniale, con un core Tier 1 a 8,6%. Il Gruppo è già in lineacon gli standard di Basilea 3 sul capitale.L’utile netto consolidato a fine 2010 è pari a 78 milioni di euro rispetto a 88,8 milioni dieuro a fine 2009 (-12,2%), in linea con il piano triennale presentato a gennaio 2010 edpag 2 di 8influenzato da accantonamenti prevalentemente riconducibili ad un contenzioso in ambitofiscale. All’assemblea degli azionisti sarà proposto un dividendo di 0,10 euro per azione,in crescita del 25% rispetto a 0,08 euro del 2009. La cedola sarà messa in pagamento apartire dal 19 maggio 2011 con stacco 16 maggio 2011; il monte dividendi complessivoammonta a 33,2 milioni di euro.Risultati economici consolidatiIl margine di intermediazione si attesta a 962,5 milioni di euro rispetto a 948,6 milionidi euro fine 2009 (+1,5% a/a).In particolare il margine finanziario3 è in crescita del 4% a 448,4 milioni di euro rispettoa 431,1 milioni di euro dello stesso periodo del 2009 nonostante l’ulteriore riduzione deitassi di interesse avvenuta nel corso dell’anno. L’incremento è dovuto al positivocontributo di strategie di protezione dalla discesa dei tassi stessi ed al riposizionamentodelle fonti di finanziamento a seguito di scadenze obbligazionarie istituzionali.Il margine servizi4 è pari a 514,1 milioni di euro rispetto a 517,5 milioni di euro a fine2009 (-0,7%) influenzato dall’incertezza e dalla volatilità dei mercati, in particolare perquanto riguarda i proventi da trading e copertura. Da registrare, tuttavia, l’apportopositivo della movimentazione di un portafoglio titoli governativi italiani e la significativarivalutazione delle quote, detenute in proprietà, del fondo Credem Venture Capital. Perquanto riguarda le commissioni, è da registrare un recupero dei proventi derivanti daiservizi bancari e dalla gestione ed intermediazione. Quest’ultimo ambito, in particolare, hapositivamente risentito dello sviluppo del risparmio gestito e del riposizionamento diattività monetarie in altre categorie d’investimento. Nel dettaglio, le commissioni relativealle gestioni individuali sono cresciute del 9,4%, alle gestioni collettive del 23,8%, aiprodotti assicurativi del 28,7%. Analogo andamento hanno registrato i ricavi delcollocamento di strumenti finanziari (+26,1%), grazie in particolare a quelli relativi aprodotti gestiti di case terze.I costi operativi2 sono in contrazione del 2,8% a 643,2 milioni di euro rispetto a 661,8milioni di euro di fine 2009. Nel dettaglio le spese amministrative sono in diminuzione del5% a/a, ed ammontano a 217 milioni di euro. Le spese per il personale sono pari a 426,2milioni di euro (-1,7% a/a).Il cost/income5 è pari a 66,8% rispetto a 69,8% a fine 2009.Il risultato lordo di gestione è in crescita dell’11,3% e si attesta a 319,3 milioni di eurorispetto a 286,8 milioni di euro dello stesso periodo del 2009. Gli ammortamenti sonopari a 28,8 milioni di euro rispetto a 29,5 milioni di euro a fine 2009 (-2,4%).Il risultato operativo è in progresso del 12,9% a 290,5 milioni di euro rispetto a 257,3milioni di euro nello stesso periodo del 2009.Gli accantonamenti per rischi ed oneri ammontano a 56,7 milioni di euro (0,4 milionidi euro nello stesso periodo del 2009). Tale posta è stata influenzata prevalentementedalla presenza di accantonamenti che fronteggiano potenziali rischi non creditizi,riconducibili ad un contenzioso fiscale con l’Agenzia delle Entrate. Le rettifiche nette divalore su crediti sono pari a 62,1 milioni di euro (-42,8% rispetto a 108,5 milioni di euroa fine 2009) in deciso calo anche per i parametri di forte rigore utilizzati nel 2009 nelladefinizione delle svalutazioni. Da segnalare inoltre che, a partire dal presente esercizio,nella quantificazione della svalutazione collettiva è stato esteso all’intero compartocreditizio l’utilizzo dei parametri di rischio desunti da modelli interni validati, o per i qualisono in corso le attività funzionali alla richiesta di validazione all’Organo di Vigilanza.Il saldo delle componenti straordinarie è pari a -3,4 milioni di euro (14,4 milioni dieuro a fine 2009).L’utile ante imposte risulta pari a 168,3 milioni di euro, +3,4% rispetto a 162,8 milionidi euro nello stesso periodo del 2009.pag 3 di 8Le imposte sul reddito sono pari a 90,2 milioni di euro (+22,1% rispetto a 73,9 milionidi euro a fine 2009).L’utile netto consolidato è pari a 78 milioni di euro rispetto a 88,8 milioni di euro a fine2009 (-12,2%).Il Roe consolidato a fine 2010 si attesta a 4,3% (5% nel 2009).Aggregati patrimoniali consolidatiLa raccolta da clientela del Gruppo Credem, a fine 2010, è pari a 57.499 milioni di euro,-1,3% rispetto a 58.278 milioni di euro dello stesso periodo del 2009.La raccolta diretta6, al netto dei pronti contro termine, è pari a 16.188 milioni di eurorispetto a 17.928 milioni di euro a fine 2009 (-9,7%). La raccolta diretta, compresi i pronticontro termine, è pari a 16.250 milioni di euro contro 18.086 milioni di euro a fine 2009 (-10,2%), a seguito della scadenza di emissioni obbligazionarie istituzionali ed alriposizionamento di attività finanziarie della clientela su forme differenti di investimento.Nel dettaglio i depositi sono pari a 12.668 milioni di euro (14.080 milioni di euro nellostesso periodo del 2009). Il comparto obbligazionario e subordinati è pari a 3.520 milionidi euro (3.848 milioni di euro a fine 2009); i pronti contro termine si attestano a 62 milionidi euro rispetto a 158 milioni di euro nello stesso periodo del 2009.La raccolta assicurativa6 cresce del 5,9% a 2.448 milioni di euro rispetto a 2.312 milionidi euro dello stesso periodo dell’anno precedente. Si è mantenuta soddisfacente lapropensione verso investimenti finanziari a capitale protetto, in sensibile ripresa ladomanda di prodotti di carattere finanziario.La raccolta indiretta7 cresce del 2,4% a 38.801 milioni di euro rispetto a 37.880 milionidi euro a fine 2009. Nel dettaglio, la raccolta gestita è in aumento del 12,2% e si attestaa 16.889 milioni di euro rispetto a 15.051 milioni di euro nello stesso periodo del 2009,con una produzione netta di 322 milioni di euro. Il progresso ha riguardato, in particolare,le gestioni patrimoniali, i prodotti di case terze e quelli di natura assicurativa. Nellospecifico le gestioni patrimoniali sono pari a 4.978 milioni di euro (+15,7% a/a) e i fondicomuni di investimento e Sicav sono pari a 8
.896 milioni di euro (-1,5% a/a). Per quantoriguarda le classi di prodotto, la discesa dei rendimenti monetari ha favorito la domanda diinvestimenti dalle migliori prospettive reddituali, in particolare obbligazionari e flessibili. Laraccolta amministrata è pari a 21.912 milioni di euro, rispetto a 22.829 milioni di euro afine 2009 (-4%).Gli impieghi verso la clientela sono in crescita del 7,7% a 18.884 milioni di euro rispettoa 17.536 milioni di euro a fine 2009. Il credito a breve termine ha risentito delle condizionidi contesto ma ha registrato segnali di ripresa nell’ultima parte dell’anno. Il progresso hariguardato soprattutto il mercato corporate (+10,9%), e, in tale ambito, si èmaggiormente concentrato nel segmento middle (+18,1%). Sostanzialmente stabile ilcredito a breve termine agli operatori di small business (+0,3%). Il credito a medio lungotermine invece ha mantenuto ritmi di sviluppo rilevanti sia verso la clientela privata(+6,9%), sia verso la clientela corporate (+7,5%). I mutui ipotecari alle famiglie, inparticolare, registrano consistenze per 5.845 milioni di euro (+5,6%) con flussi erogatipari a 1.014 milioni di euro.Le sofferenze nette su impieghi, a fine 2010, si attestano a 1% rispetto a 0,8% nellostesso periodo del 2009. I crediti problematici totali netti sono pari a 523,4 milioni dieuro (466,4 milioni di euro nello stesso periodo del 2009) e rappresentano il 2,77% deltotale degli impieghi. L’esercizio 2010 ha risentito positivamente dei criteri di massimorigore utilizzati nel 2009, sia nella classificazione delle posizioni creditizie, sia nellavalutazione delle previsioni di recupero. Al riguardo, da sottolineare che l’incremento degliaggregati problematici segna un significativo rallentamento rispetto agli eserciziprecedenti, sia in termini assoluti sia relativi.pag 4 di 8Il costo del credito1, a fine 2010, è pari a 0,34%, in forte riduzione rispetto a fine 2009(0,62%).Il core Tier 1 capital ratio si attesta a 8,6%. Il Total capital ratio è pari a 11,3%.A fine 2010 la struttura distributiva del Gruppo si articolava in 563 filiali, 43 centriimprese, 53 negozi finanziari. I dipendenti sono 5.544, i promotori finanziari con mandato885 e 212 gli agenti finanziari Creacasa.Il direttore generale di Credem, Adolfo Bizzocchi, presenterà i risultati oggimartedì 22 marzo alle ore 16 nel corso di una conference call che potrà essereseguita in modalità webcast, con avanzamento sincronizzato delle slide,collegandosi al sito www.credem.it sezione Investor Relations oppurechiamando, 10 minuti prima dell’orario di inizio previsto, i seguenti numeri: +3906 8336 0549 (dall’Italia e altri paesi), +44 (0)20 7138 0832 (da Regno Unito), e+1 718 354 1153 (da Stati Uniti). La conference call sarà disponibile sia initaliano sia in inglese. Dopo aver composto il numero sarà possibile scegliere lalingua indicando il codice di conferma 9037904 per l’italiano e 4711501 perl’inglese.Evoluzione prevedibile della gestioneLe prospettive reddituali del Gruppo si basano su differenti tendenze: la contrazione dellacontribuzione finanziaria, positiva nella componente clientela ma condizionata dalle piùstringenti ed onerose necessità di funding indotte anche dall’evoluzione normativa in atto,l’ulteriore miglioramento del contributo commissionale, la sostanziale stabilità dei costioperativi e la fisiologica crescita del costo del credito. In tale scenario, la gestioneeconomica caratteristica non dovrebbe registrare sostanziali modifiche rispetto al 2010.Altre informazioniL’Agenzia delle Entrate ha avviato una serie di verifiche mirate, a livello nazionale, voltead individuare operazioni di finanza aziendale che abbiano generato crediti per impostepagate all’estero; le contestazioni riguardano, sostanzialmente, asimmetrie impositive trale giurisdizioni fiscali di diversi Paesi.Le operazioni oggetto di verifica riguardano il periodo 2004-2008 e sono state contestatemediante distinti processi verbali di constatazione, notificati nel corso del 2009 e del 2010a Credito Emiliano, Abaxbank e Banca Euromobiliare.In considerazione del fatto che le contestazioni delle citate indagini mirate da partedell’Agenzia delle Entrate sono state prevalentemente sviluppate nella prospettivadell’“abuso del diritto”, in relazione al quale l’orientamento della giurisprudenza dilegittimità è assai contrastato, il Gruppo sta valutando l’adozione di ipotesi transattive.Occorre, infatti, tenere presente che la materia è stata recentemente oggetto diinterpretazioni giurisprudenziali che hanno attribuito al principio un campo di applicazioneben più ampio di quello della norma antielusiva recata dall’art. 37-bis, D.P.R. n. 600/1973,e, quindi, implicitamente, di esito molto più incerto nei giudizi di merito.Nonostante vi sia il convincimento della correttezza del proprio operato in relazione a tuttele fattispecie contestate, e nonostante siano in discussione presso le CommissioniParlamentari cinque disegni di legge volti a definire la materia, si è ritenuto comunqueopportuno considerare, in alternativa alla prosecuzione del contenzioso, anche l’ipotesi didefinizione transattiva delle controversie, attivando un confronto con l’Agenzia delleEntrate. Questo soprattutto al fine di evitare la prosecuzione del contenzioso, inconsiderazione dell’incertezza del relativo esito, anche in termini di durata, e dell’elevataincidenza della componente sanzionatoria, modulata nella misura massima applicabile.A dicembre 2010 è stato approvato il progetto di fusione per incorporazione di Abaxbankin Credem. L’operazione, già autorizzata dall’Organo di Vigilanza, avrà effetto civilistico dal26 marzo 2011.p

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