INDUSTRIALI REGGIO EMILIA : NEL TERZO TRIMESTRE LA CRISI NON “HA MOLLATO”


REGGIO EMILIA 22 NOVEMBRE I segnali di un rallentamento del quadro congiunturale che erano emersi nelle previsioni della scorsa rilevazione si sono concretizzati al rientro dalla pausa estiva. Il difficile panorama europeo e la recessione a livello nazionale hanno avuto ripercussioni anche sull’economia e nel terzo trimestre la nuova fase recessiva è apparsa più intensa del previsto con una generalizzata flessione di produzione, ordini e occupazione.Su questo peggioramento congiunturale pesa, in particolare, il minor dinamismo del commercio internazionale. L’export fino a questo momento ha rappresentato l’unica variabile economica di tenuta di fronte alla debolezza dei consumi ed investimenti interni ed un rallentamento nel ritmo di crescita degli scambi globali ha inevitabili conseguenze anche a livello locale.I segnali più evidenti del peggioramento del quadro economico sono visibili dalla flessione dei livelli produttivi per il secondo trimestre consecutivo. Nel terzo trimestre 2012, la produzione industriale ha registrato un calo del 9,9 per cento rispetto allo stesso periodo del 2011.Il fatturato totale ha registrato, rispetto al corrispondente periodo dello scorso anno, una flessione del 9,4 per cento, derivante dalla marcata diminuzione del fatturato interno (-11,9 per cento) e, in maniera più ridotta ma comunque considerevole, del fatturato estero (-8,5 per cento).La dinamica del portafoglio ordini segna un netto peggioramento derivante in modo particolare dalla marcata flessione dagli ordini esteri. Negli scorsi mesi si era dimostrato fondamentale per la tenuta degli ordinativi il contributo della domanda estera che aveva compensato la debolezza della domanda interna. Il rallentamento del commercio internazionale ha quindi portato nel terzo trimestre 2012 ad una flessione anche degli ordinativi esteri che, nel periodo in esame, hanno segnato un calo tendenziale dell’8 per cento.Dal punto di vista dell’occupazione, le prospettive rimangono relativamente stabili rispetto alla precedente rilevazione (-0,1 per cento la variazione congiunturale rispetto al secondo trimestre 2012).Migliorano, pur rimanendo negative, le aspettative degli imprenditori per i prossimi tre mesi. Il saldo delle risposte tra chi prevede un aumento e chi una diminuzione della produzione risale a 0 punti percentuali ma anche i saldi relativi a ordini complessivi e ordini esteri guadagnano fino ad attestarsi rispettivamente a -3,2 e 7,4 punti percentuali, con un deciso recupero rispetto a quanto rilevato il trimestre precedente.«I dati che abbiamo raccolto dalle imprese associate a fine settembre confermano il perdurare di alcuni segnali di sofferenza anche nei settori produttivi della nostra provincia. Le dinamiche dell’industria reggiana sono ancora ampiamente condizionate dal permanere di un difficile quadro congiunturale caratterizzato da un calo dei consumi e degli investimenti interni, indeboliti dall’incertezza dello scenario economico e dall’elevata pressione fiscale; a ciò si aggiungono i segnali di decelerazione registrati a livello globale, dovuti alla nuova fase recessiva che ha investito l’Europa, le debolezze ancora presenti nell’economia statunitense, forse legate all’incertezza pre-elettorale, e una decelerazione del tasso di espansione dei paesi emergenti». Così il Presidente Stefano Landi commentando i risultati dell’indagine congiunturale realizzata dall’Ufficio Studi di Industriali Reggio Emilia. «Le previsioni per i prossimi mesi sono caratterizzate da un alto grado di volatilità e risentono del clima generale di incertezza dell’economia italiana ed europea» aggiunge il Presidente Landi. «Tuttavia, incorporando le attese di un recupero del commercio internazionale, ci auguriamo una stabilizzazione dello scenario».

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