Iren: no riassetto Edison se A2A tratta solo per se’


reggio emilia 21 luglio Non si placa lo scontro tra A2A e Iren sul riassetto di Edison. Secondo quanto ha ricordato a Mf-Dow Jones una fonte vicina alle trattative, dopo aver vagliato la possibilita’ di intraprendere la strada legale per tutelare i propri interessi, l’utility presieduta da Roberto Bazzano proporra’ nel Cda di Delmi di domani che un proprio uomo di fiducia (il d.g. Andrea Viero) affianchi Giuliano Zuccoli e Renato Ravanelli, presidente e d.g. di A2A, nelle trattative per il riassetto di Edison. Nell’ipotesi piu’ che probabile che la proposta, avanzata a nome di tutti i soci di minoranza Delmi, venga respinta, Iren potrebbe procedere a uno ‘strappo’ clamoroso.L’ipotesi, ha spiegato la fonte, e’ di votare ‘no’ all’accordo di riassetto definitivo che verra’ presentato ai soci Delmi per procedere a delineare la nuova governance di Edison, facendo in questo modo mancare il quorum necessario, e previsto da statuto, per questo tipo di decisioni.Per la riunione di Delmi di domani, l’utility, nata dalla fusione di Iride ed Enia, e’ pronta al peggio. Se la sua istanza verra’ rigettata, Iren chiedera’ “che la bocciatura venga messa a verbale e che nel mandato affidato ai due manager dell’utility lombarda venga espressamente dichiarato che la trattativa d’ora in avanti sara’ condotta a nome di tutti i soci coinvolti”, ha spiegato ancora la fonte.La candidatura di Viero avverrebbe a nome dei piccoli azionisti di Delmi: Iren, Sel e Dolomiti Energia. Lunedi’ scorso, lasciando la sede di A2A dopo un incontro con Zuccoli, Viero aveva spiegato ai cronisti che “lo strappo con A2A e’ stato ricucito”. I vertici di Iren avevano chiesto infatti un incontro urgente al numero uno di A2A, contestando il fatto che da parecchi mesi la multiutility lombarda stesse conducendo le trattative piu’ ‘pro domo sua’ che non a nome di tutti i soci industriali di Delmi, societa’ di cui e’ capofila.Iren, come extrema ratio, potrebbe assumere una posizione piu’ intransigente, ma non priva di rischi.Nei patti parasociali che regolano Delmi, e’ infatti previsto che “nell’ambito di un sistema di consultazione parasociale per l’approvazione delle deliberazioni assembleari, con riferimento ad alcune materie riservate di particolare rilevanza, e’ necessaria la dichiarazione di voto favorevole di tanti aderenti che detengano un numero di azioni Delmi pari all’87%”. Le materie di particolare rilevanza, chiarisce un punto successivo, sono quelle che potrebbero causare “una perdita di controllo di Edison da parte di Transalpina d’Energia”, vale a dire del veicolo partecipato al 50% da Delmi (il restante 50% e’ nelle mani di Edf) attraverso cui viene controllato il 61,3% di Foro Buonaparte.Sulla carta, quindi, un eventuale voto contrario al riassetto di Edison espresso da parte di Iren, che detiene il 15% di Delmi, farebbe saltare il banco, dal momento che nella migliore delle ipotesi i voti favorevoli arriverebbero soltanto all’85%.”Tuttavia, anche se Iren si opponesse”, precisa la fonte, “A2A potrebbe bypassare il problema esercitando il proprio diritto di acquisto della quota detenuta dalla stessa Iren. Ma la formula che si utilizza per determinare il prezzo di acquisto a favore di A2A porterebbe alla determinazione di un valore molto vicino agli attuali valori di mercato, motivo per cui Iren non ha alcuna intenzione di vendere, avendo in carico la partecipazione in Edison a 1,55 euro/azione”.A Piazza Affari, ieri Edison valeva 0,8475 euro/azione. Il che, in caso di cessione della quota, comporterebbe da parte di Iren l’accollo di una minusvalenza superiore al 40%.

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