UNIECO: “Alla prova del nove” I soci hanno approvato il budget 2011


reggio emilia 21 febbraio “Il motore che ci spinge da 107 anni verso lo sviluppo non rallenterà nemmeno nel 2011 ma servono scelte strategiche sempre più innovative per continuare a crescere in uno scenario ogni giorno più complesso”. Mauro Casoli, presidente di Unieco, ha sintetizzato così il budget 2011 che segna il giro di boa “a metà del piano poliennale 2009-2012. “Abbiamo scelto come tema guida dell’assemblea ‘Alla prova del nove’ pensando alle tante verifiche che dobbiano superare. Abbiamo come riferimento un piano poliennale che continuiamo a ritenere un riferimento corretto ma che deve fare i conti con scenari di grande tensione nei principali settori dove operiamo”. I numeri del bilancio preventivo di Unieco che è attiva nel settore delle costruzioni, dei laterizi, nelle infrastrutture ferroviarie e nelle attività industriali legate all’ambiente (rifiuti, waste to energy) dicono che il fatturato consolidato (capogruppo Unieco società cooperativa e le società controllate, una trentina in Italia e all’estero) arriverà nel 2011 a 660 milioni di euro (il preconsuntivo 2010 fissa il fatturato consolidato a 640 milioni). L’utile netto 2011 è previsto in linea con quello del 2010 (superiore ai 10 milioni) con il cash flow che supererà i 16 milioni di euro.“E’ un dato in linea con le previsioni – commenta Casoli – ma decisamente migliore rispetto alle attese dei settori dove operiamo che sul mercato italiano annunciano forti rallentamenti”.La solidità patrimoniale (il patrimonio netto 2011 sarà vicino ai 300 milioni di euro) consente a Unieco di guardare alla difficile fase congiunturale che i grandi general contractor vivono nell’ottica dell’investimento per crescere e competere. “Stiamo valutando opportunità per entrare in modo attivo nei mercati esteri. Con “tutta Unieco” e non da soli. I mercati esteri vanno affrontati con la consapevolezza del nostro ‘saper fare’ ma anche con una chiara visione delle potenzialità dei competitor che incontreremo. Andremo all’estero con CLF nei lavori ferroviari e nelle costruzioni giochiamo carte importanti grazie a referenze di alto profilo: a Parma stiamo costruendo la sede dell’Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare (EFSA) e la Scuola Europea, a Milano siamo impegnati nel grande cantiere di Porta Nuova che è un riferimento a livello europeo per gli standard di qualità e sicurezza, a Torino stiamo realizzando un termovalorizzatore che segna un nuovo ‘stato dell’arte’ e nei laterizi stiamo entrando con forza nel settore dei materiali per l’edilizia eco-sostenibile”.Unieco con le società controllate arriva a 1.550 addetti e il trend rimane positivo: “abbiamo fatto ricorso agli ammortizzatori sociali solo in percentuale bassissima e in settori che vivono crisi profonde come i laterizi dove l’imperativo è sopravvivere alla crisi”.Unieco investe con costanza, da molti anni, in qualificazione e formazione continua delle risorse umane: “Si conferma la “Scuola Unieco” e confermiamo gli stanziamenti a sostegno della crescita delle competenze in Unieco. Il rigore gestionale che è una nostra caratteristica in questa fase è certamente oggetto di grandi attenzioni ma non taglieremo certamente su tutta l’area degli investimenti strategici: Unieco per le comunità, i grandi progetti legati alle Autostrade ed Unieco Sport che rimangono riferimenti guida. Abbiamo avviato un forte cambiamento anche in tema di controllo di gestione. Abbiamo attivato nuovi sistemi informatici di controllo (Tagetik) che ci consentono di avere un bilancio consolidato in tempo reale. Sono dati di grandissima importanza per navigare seguendo la giusta rotta nel mare della crisi che ci circonda”.I soci attivi (circa 600) sono convinti che si può ancora “creare valore attraverso il lavoro” e accettano la sfida da imprenditori: perché Unieco ha tutte le carte in regola per “guardare anche oltre questa crisi” conclude il Presidente Mauro Casoli.

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