UNICREDIT PRESENTA A REGGIO FOCUS SULL’INTERNAZIONALIZZAZIONE PMI


REGGIO EMILIA 21 FEBBRAIO E’ nell’internazionalizzazione, specie nelle esportazioni e nellascoperta di nuovi mercati, che consiste la grande opportunit√† che le piccole imprese di Reggio Emilia possono e devonocogliere per rilanciare l’economia del territorio. E’ ilprincipale risultato del settimo Rapporto sulle Piccole Impresedi UniCredit, i cui dettagli locali sono stati presentati daStefano Rossetti, responsabile del Network famiglie e Pmidell’Emilia-Romagna. L’indagine approfondisce inoltre tematiche relative alleaspettative dei piccoli imprenditori del territorio e fornisceindicazioni sulle azioni da sviluppare per avere successo suimercati internazionali, sia nell’esercizio dell’attivit√† diimpresa sia nel rapporto con banche e istituzioni. In uncontesto economico generale caratterizzato da una domandainterna che stenta a ripartire sia sul versante privato che suquello pubblico, l’export appare oggi l’unica vera strategia chele piccole imprese reggiane hanno per uscire dalla crisi eattuare nuove politiche di crescita. Secondo i risultati delRapporto, tra le piccole imprese locali √® diffusa l’opinioneche il processo di internazionalizzazione abbia risvoltipositivi per il sistema microimprenditoriale locale. Inparticolar modo gli imprenditori dell’area reggiana intervistatisegnalano, come conseguenza positiva dei processi diinternazionalizzazione, una maggiore tendenza all’aggregazionetra piccole imprese (38,8%): il dato provinciale, ampiamentesuperiore a quello regionale e a quello nazionale, indica che leimprese locali hanno percepito l’importanza di una crescitadimensionale funzionale alla penetrazione sui mercati esteri. Allo stato attuale si registra tuttavia come, per tre piccoleaziende su quattro, l’area in cui si sviluppa il businessraramente supera i confini provinciali e regionali (ci√≤ valesia a livello provinciale che regionale). Per quanto riguarda la fiducia dei piccoli imprenditori,rilevata tra giugno e settembre 2010 e relativa ai futuri 12mesi, si conferma il perdurare di una situazione di incertezza.Per le piccole imprese reggiane le aspettative per il futuroprossimo sono in linea (indice di fiducia pari a 101) rispettoa quelle rilevate a livello regionale (101) e inferiori a quellonazionale (104). Rispetto alla rilevazione effettuata l’annoscorso, il dato non ha registrato variazioni. Viceversa sonoproprio le piccole imprese pi√π internazionalizzate ad esprimerelivelli maggiori di fiducia per il futuro: in Emilia-Romagna,infatti, l’indice di fiducia delle microaziende attive suimercati esteri supera di otto punti quello delle altre (108 vs100). Questo dato testimonia come per le piccole imprese delterritorio la proiezione sui mercati internazionali nonrappresenti pi√π solo un’opzione, ma una vera e proprianecessit√†. Il Rapporto individua alcuni aspetti su cui le imprese cheintendono intraprendere percorsi di internazionalizzazionepossono puntare: in primis una maggiore focalizzazione sul madein Italy, inteso come attenzione agli aspetti qualitativi delprodotto, unito a un rinnovato focus sulle strategie aziendali.A Reggio Emilia e provincia gi√† si ravvedono le primeavvisaglie di questo processo di rinnovamento: l’indagine hainfatti registrato un upgrading qualitativo (maggiore qualit√† econtenuto tecnologico dei beni/servizi offerti) e strategico(ampliamento gamma beni/servizi offerti, politiche di marketing,aumento patrimoniale) superiore a quanto rilevato in ambitoregionale. Poi la ricerca di nuovi sbocchi commerciali: occorreabbandonare logiche monomercato e aumentare la presenza suimercati emergenti ad alto potenziale di crescita, compresiquelli geograficamente vicini come i Paesi dell’Est Europa.Quindi il superamento dei vincoli dimensionali: per ovviare aivincoli posti dalla piccola dimensione emerge un invito a darevita a reti di imprese, necessarie a far massa critica econsolidare il posizionamento competitivo sui mercatiinternazionali. In tutta la provincia, infatti, si nota ad oggiuna scarsa propensione delle imprese a collaborare tra loro(oltre il 50% degli intervistati dichiara di non avere avviatoalcuna forma di collaborazione con altre imprese della zona).Tra le forme di collaborazione pi√π idonee per superare ivincoli dimensionali si segnalano le reti di impresa e lefiliere globali, forme aggregative che consentono anche arealt√† di piccole dimensioni di affacciarsi pi√π facilmente suimercati esteri. I risultati dell’indagine confermano l’importanza di unrapporto stabile con la banca, specie se internazionalizzata, inun’ottica di reciproca trasparenza e informazione. Dal canto suola banca deve offrire prodotti e servizi mirati, per ridurre icosti fissi associati ai processi di internazionalizzazione. Inparticolare, per il 54,4% delle imprese interpellate risultaprioritario che la banca di riferimento possa contare su unarete sportelli capillarmente diffusa sul territorio e, al tempostesso, per il 36,9% del campione, caratterizzata da unapresenza diffusa a livello internazionale. Per quanto riguardale altre istituzioni, particolare importanza viene attribuitaalle associazioni di categoria e al ruolo di supportoall’internazionalizzazione delle piccole imprese che possonosvolgere. Pi√π della met√† delle associazioni di categoriainterpellate nell’ambito del questionario ha tra gli associatipiccole imprese che si sono rivolte a loro per avviare ilprocesso di internazionalizzazione.

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