SOSPESA LA MISSIONE DI OPERATORI LIBICI IN EMILIA ROMAGNA


REGGIO EMILIA 21/2/2011 Stop all’incoming di operatori libici in Emilia Romagna previsto a Reggio Emilia: la situazione politica internazionale ha costretto l’ICE e la Regione Emilia Romagna, promotori del progetto, a sospendere tutte le missioni di operatori in Italia con provenienza dalla Libia. I rapporti con questo mercato – recita la nota ufficiale – saranno ripresi non appena la situazione politica si sarà normalizzata. Rimandati quindi a data da destinarsi gli incontri B2B tra gli operatori libici e quelli emiliano-romagnoli che la Camera di commercio avrebbe ospitato il 9 marzo prossimo nella nostra città. “Avevamo timore già dai primi disordini che in Libia la situazione potesse complicarsi– spiega Rodolfo Manotti componente della Giunta camerale che segue per l’Ente l’internazionalizzazione “Purtroppo si è avverato. Ma al di la’ della missione in se’, merita una più ampia riflessione tutto ciò che sta avvenendo nel bacino del Mediterraneo sia per vicinanza geografica sia come sbocco di mercato dei nostri prodotti. Da una prima ricerca condotta negli archivi camerali ci risultano essere 40 le aziende della nostra provincia che hanno rapporti commerciali abituali con la Libia, mentre sono 102 quelle che dialogano con la Tunisia e 110 quelle con l’Egitto. Da un confronto tra i dati sulle esportazioni del primo semestre 2009/2010 risulta che la nostra provincia, a livello regionale, è la prima fornitrice della Libia con un valore di export di quasi 23 milioni, cifra che la colloca davanti a Bologna e Piacenza. In controtendenza con quanto avviene sulla maggior parte dei mercati, e nonostante il primo posto mantenuto in Regione, il confronto con il 1° semestre 2009 ci mostra una flessione dell’11% del valore; in linea invece con la vocazione della produzione reggiana le voci principali del nostro export sono macchinari (quasi 16 milioni) seguiti da apparecchiature elettriche (2,5 milioni circa). Rimanendo nell’area, i dati dello stesso periodo riferiti alla Tunisia ci parlano di un +15%, portando il valore dell’export verso il Paese del Magrebh ad oltre 37 milioni di Euro. Anche in questo caso la parte del leone la fa meccanica (per un valore di oltre 15 milioni di Euro), seguita dai prodotti tessili e abbigliamento. Meno impattanti nel confronto con le altre provincie della Regione sono invece i dati relativi ai rapporti commerciali con l’Egitto che vedono Reggio al 3° posto con 27 milioni di valore di esportazioni contro gli oltre 90 di Bologna e i 45 di Modena. E anche in questo caso la voce principale sono i macchinari con un valore di 15 milioni. Come mi è capitato di dire in altre occasioni, l’area del Maghreb ha avuto, almeno fino allo scoppio delle crisi politiche in corso, uno sviluppo interessante che ha assorbito molto meglio di altre realtà, gli effetti della crisi mondiale permettendo alle imprese di continuare a lavorare la’ dove invece altri mercati erano in piena recessione. Ora si tratta di vedere come i mercati reagiranno alle trasformazioni politiche in corso. L’auspicio e’ che raggiungano comunque una stabilità che consenta di tenere aperti i canali commerciali in essere e anche di migliorarli”.

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