Brevini Fluid Power: “cresceremo nel mondo” /Progetto Studenti Werther Campaldi: il decennale


reggio emilia 20 dicembre “Vogliamo crescere nel mondo e diventare un polo aggregante per l’oleodinamica made in Italy che ha grandi potenzialità per competere a livello mondiale e per questo puntiamo con decisione sulla valorizzazione delle risorse umane. Il Progetto Studenti che ha già accompagnato 22 giovani reggiani dal diploma alla Laurea (dal 2001 a oggi) è un chiaro segnale della nostra volontà di investire confermata dal lancio della nostra Training School (la scuola aziendale) che è inserita nel piano industriale che apre la strada, entro il 2014, a nuovi investimenti per dare a Brevini Fluid Power il ruolo che merita nel mondo dell’oleodinamica e della meccatronica. Siamo già presenti a livello produttivo e stiamo potenziando, anche in USA, la nostra rete di filiali. Abbiamo bisogno di cervelli e vogliamo impegnarci, anche in relazione con l’Università e con le scuole di formazione Tecnica per centrare questo obiettivo”. Così Vito Bonafede, da un anno amministratore delegato del Brevini Fluid Power (107 milioni la previsione di fatturato 2011, 600 addetti e una quota di export che sfiora il 60%) ha aperto il meeting “Guardare Oltre” dedicato proprio ai 10 anni di vita del Progetto Studenti dedicato a Werther Campaldi che è stato tra i protagonisti, insieme a Luciano Brevini e Loris Saccani, del lancio della Hydr App che oggi è parte di Brevini Fluid Power .Guardare oltre è l’impegno ribadito da Giorgia Iasoni, l’imprenditrice reggiana che guida i Giovani di Confindustria Emilia Romagna. “Sentiamo parlare solo e troppo di recessione – ha detto Giorgia Iasoni – siamo di fronte a momenti non facili ma possiamo farcela se puntiamo sui giovani e sulle nuove imprese, tante start up che possono nascere (come 36 anni fa la Hydr App da una linea di attività della Brevini Riduttori) e crescere creando occupazione. Ma per questo servono imprenditori e imprese, come il gruppo guidato da Renato Brevini, che hanno il coraggio di investire, di puntare sulle qualità dei nostri giovani. Torno da Roma dove ho sentito parlare solo di crisi mentre con esempi come questo dobbiamo e possiamo essere fiduciosi”.Renato Brevini, presidente di Brevini Group e di Brevini Fluid Power aveva aperto l’incontro sottolineando: “la vocazione alla crescita” delle aziende che formano il Gruppo. Una “vocazione” che non può prescindere dalla formazione: “Abbiamo lanciato nel 2001 la Scuola di Formazione Brevini Power Transmission dedicata a Luciano Brevini e oggi stiamo già pensando a nuove iniziative in Brevini Fluid Power e all’inserimento di un vero di team di giovani ingegneri gestionali. Poco meno di cinquant’anni fa ho assunto alla F.lli Brevini il primo ingegnere e mi dissero che ero matto. Se oggi siamo arrivati alle posizioni di leadership che occupiamo a livello mondiale è anche grazie a investimenti come quello e su quella strada continueremo a camminare nonostante i venti di crisi”.Della nuova Training School Brevini Fluid Power e della figura di Werther Campaldi hanno parlato i due vice presidenti del gruppo: Maurizio Brevini e Loris Saccani.Poi spazio alle riflessioni sul team scuola-università- imprese con tante idee “per collaborare di più” ribadite da Valerio Messori, preside dell’Itis Nobili e dal team di docenti universitari che ha collaborato in questi anni con Brevini Fluid Power: Eugenio Dragoni preside facoltà di ingegneria di Reggio Emilia UniMoRe, Massimo Milani Fluid Power DISMI UniMoRe e Cesare Fantuzzi Professore Associato Confermato Dipartimento di Scienze e Metodi per l’Ingegneria e da Cristina Strozzi (presidente del CIS di Industriali Reggio Emilia).Solo progetti? No. Grazie all’impegno di Brevini Fluid Power Davide Bottazzi è diventato un ricercatore e lavora nel team UniMoRe mentre Paolo Melloni è stato assunto nell’area ricerca e sviluppo di Brevini Fluid Power. Un segnale chiaro che dice: “si può competere al meglio se tutti mirano allo stesso obiettivo. Insieme, scuola, impresa, università, possono fare davvero molto” ha commentato al termine del meeting Renato Brevini.Il futuro? Mirco Campaldi dopo aver annunciato che: “nei secondi dieci anni il Progetto Studenti Werther Campaldi si aprirà alla globalizzazione anche dal punto di vista della formazione portando a Reggio studenti dai Paesi dove il gruppo opera ma anche aprendo le porte di quel mondo ai nostri giovani” ha premiato gli studenti inseriti per il 2011: Alessandro Benevelli, Paolo Melloni, Andrea Ferretti, Nicolò Morini, Luca Bonomo.Il Progetto Studenti è on line anche su You Tube (BFPwerthercampaldi) che sarà aggiornato anche con le video news sul decennale. Il Progetto Studenti vivrà la sua nuova fase nel giugno di quest’anno con la scelta dei nuovi studenti da inserire (info su www.werthercampaldi.it)IL VOLUME dedicato al DecennaleIl volume “Competere con la testa” è stato scritto da Stefano Catellani con la collaborazione del team marketing Brevini Fluid Power.Raccoglie in oltre 120 pagine le testimonianze di tutti gli studenti inseriti nel progetto raccolte da Cecilia Vecchi e un saggio sulle scuole aziendali in Italia (partendo da Officine Reggiane, Fiat, Magneti Marelli e Olivetti curato da Lorenzo Ferrari. Il volume raccoglie diverse testimonianze sul Progetto Studenti, sulla Scuola di Formazione aziendale Luciano Brevini, attiva da dieci anni (è stata inaugurata nel 2001) e lancia il piano di lavoro della nuova Training School Brevini Fluid Power. Conclude il volume, aperto dalle riflessioni di Renato Brevini , presidente del Brevini Group, l’analisi sul rapporto tra scuola, Università e imprese di Licia Maria Ferrarini, vice presidente di Industriali Reggio Emilia con delega all’Education.

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