MAX MARA – ECCO I ‘CONTI’ DEL 2010


REGGIO EMILIA 2 AGOSTO Utile quasi quadruplicato a 79 milioni di euro nel 2010 dai 21 milioni dell’anno precedente per Max Mara International, la cassaforte lussemburghese della famiglia Maramotti cui fa capo la maggior parte della quota in Unicredit incrementata durante l’esercizio e mantenuta al costo di acquisizione, nonostante il netto divario con il prezzo di Borsa. Come emerge dai documenti depositati nel Granducato e consultati da Radiocor, Max Mara International, che e’ presieduta da Ignazio Maramotti, “ha sottoscritto nel 2010 l’aumento di capitale (di Unicredit ndr) e ha proceduto ad acquisti/vendite al valore di mercato, aumentando cosi’ la partecipazione. A fine anno risulta un costo totale di 378.453.770 euro che rispetto al valore di Borsa e’ superiore di 217,6 milioni e il rapporto tra il costo di acquisizione e il valore di patrimonio netto della societa’ e’ uguale a 1,13. Gli amministratori hanno deciso, come nell’esercizio precedente, di mantenere la quota al suo costo di acquisizione”. A fine 2009 il valore storico dei titoli Unicredit nel bilancio della holding lussemburghese era di 363,8 milioni, con una differenza di 152 milioni rispetto al valore di Borsa (pari a 211,6 milioni). Gli amministratori avevano spiegato di avere deciso di mantenere la quota al costo storico, perche’ la differenza evidenziata non era ritenuta “una perdita di valore durevole”. All’assemblea di Unicredit dello scorso 26 maggio la famiglia Maramotti era presente con una quota totale dell’1,21% tramite diverse societa’ (Max Mara, International Fashion Trading Group, Sogeplus, Cofimar). Nel bilancio della Max Mara Internatinal (che controlla anche il 54% di International Fashion Trading), i titoli di Piazza Cordusio figurano tra le immobilizzazioni finanziarie che totalizzano 409 milioni di euro contro i 395 milioni dell’anno precedente, su asset complessivi per 598 milioni contro 497 milioni a fine 2009.A favorire la bottom line del 2010 sono stati i dividendi da partecipazioni per 46,2 milioni (contro 24 milioni l’anno prima) e la plusvalenza di quasi 28 milioni ottenuta con la cessione delle quote nella portoghese Fairhurst Consultadoria e nell’olandese Finmax Brands. Ad incrementare le partecipazioni – spiega ancora il documento – hanno contribuito l’acquisto di una quota nel fondo Raffaello General Partners Ltd (Jersey) e la sottoscrizione dell’aumento di capitale dell’immobiliare Streaddle Amsterdam Bv per 3,1 milioni, come pure l’acquisto di un’azione di questa societa’ per portare la percentuale di detenzione al 100%. Come nel 2009, l’utile e’ stato allocato alle riserve libere. Nell’agosto 2010, su decisione del cda, la societa’ ha emesso un prestito obbligazionario dell’importo nominale di 19,5 milioni, con scadenza nel 2022. I prestiti obbligazionari con scadenza tra uno e cinque anni ammontano invece a 99 milioni.

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