CAMERA COMMERCIO REGGIO EMILIA- BINI ALLA GIORNATA DELL’ECONOMIA: SENZA UN’UNICA REGIA NON SI CRESCE


REGGIO EMILIA 19 GIUGNO Cipolletta: più spesa pubblica e qualità prima di ridurre le tasse e i costi“Pur nella loro pesantezza, i dati del primo trimestre 2013, i dati dell’economia reggiano mostrano qualche miglioramento rispetto a quelli drammatici di chiusura 2012, mentre l’export, pur mantenendosi stabile, si è riportato ai livelli pre-crisi dopo aver toccato il suo peggior risultato nel 2009”. Enrico Bini, presidente della Camera di Commercio – ha aperto così’ l’undicesima edizione della Giornata dell’Economia promossa dall’Ente camerale. Per Bini, in sostanza, è ancora difficile parlare di ottimismo per e tra gli imprenditori, ma è sicuramente possibile tornare a parlare di sviluppo senza cadere nel velleitarismo.La produzione – ha spiegato Bini – ha segnato ancora un calo del 4,4% e il fatturato è sceso del 5,1%, ma i due trimestri precedenti erano stati ben più pesanti su entrambi i fronti, con cali del 5,4% per la produzione nel quarto trimestre 2012 (-dopo -4,7% di luglio, agosto e settembre) e del 6,9% del fatturato (preceduto da un -6,6% nel trimestre precedente.L’export, nel frattempo, non si è ancora riportato in terreno positivo, ma il suo valore è risalito (con 2,1 milioni nel trimestre) a quello degli analoghi trimestri del 2007 e del 2008, prima di precipitare a 1,653 milioni nei primi tre mesi del 2009.“Una lettura economica, e non semplicemente statistica, dei dati fondamentali dell’economia reggiana – ha aggiunto Bini – ci dice che le possibilità di ripresa ci sono, anche alla luce di nuove risorse (e tra queste Bini ha citato la stazione medio padana e quel polo tecnologico che nell’area Nord potrebbe attrarre nuovi investimenti, anche soltanto finanziari) che oggi vanno valorizzate non come belle cartoline del territorio, ma con un deciso approccio imprenditoriale”. E proprio la valorizzazione di queste e altre risorse del territorio rappresenta una delle tre condizioni di sviluppo che Bini ha richiamato, affiancandola ad una diversa visione della competizione e delle alleanze. “Pochi anni – ha detto il presidente della Camera di Commercio – fa giocavamo la nostra competitività su mercati che oggi giocano la loro competitività in casa nostra, ed esportavamo prodotti che oggi la concorrenza produce nelle nostre aree industriali; laddove non possiamo pensare di resistere all’onda della competizione, dobbiamo allearci, e non solo fra di noi, puntando a partnership, alleanze o contratti di rete che moltiplichino le loro possibilità delle nostre imprese”.“Ma queste azioni – ha aggiunto Bini – richiedono un’unica regia dello sviluppo: senza un sistema associativo coeso nella proposta quanto nella denuncia, non infatti è chiaro chi abbia forza sufficiente per dialogare a viso aperto con il sistema di credito, con la politica, con il governo”. Da qui la proposta di Bini: “l’invito che lancio – e possiamo cominciare da qualunque parte e in qualunque sede, a partire dalla Camera di Commercio ma senza alcun desiderio di primogenitura – è allora proprio la costituzione di questa regìa di cui tante volte a Reggio si è parlato, ma che anche la crisi ha contribuito a congelare”.E oltre le questioni locali, dalla Giornata dell’Economia anche alcune indicazioni per il Governo Letta da parte di Innocenzo Cipolletta: “occorre sostenere i lavoratori in difficoltà con nuove indennità per favorire anche il rilancio della spesa, pagare i debiti della pubblica amministrazione e riavviare riforme e investimenti infrastrutturali”. E le risorse? “L’Imu andava e va mantenuta – ha detto Cipolletta – così come, se l’alternativa fosse un taglio di spesa, va bene l’aumento dell’Iva di un punto, perché oggi, per rilanciare economia e consumi, è certamente più necessario aumentare la spesa pubblica piuttosto che ridurre le tasse”. Analogamente, secondo Cipolletta è necessario che il sistema imprenditoriale italiano punti ancora sulla qualità (e quindi ricerca e innovazione) piuttosto che sulla riduzione dei costi, non allineandosi ad una competizione al ribasso, ma puntando su settori (la componentistica, ad esempio) e su livelli qualitativi che generano valore reale e non producono un impoverimento di prodotti e servizi.La lettura a tutto campo dei dati economici e sociali reggiani e delle prospettive è stata poi approfondita dalla tavola rotonda con Paolo Rizzi dell’Università Cattolica di Piacenza, Gino Mazzoli, psicosociologo già curatore del rapporto dell’Osservatorio economico, coesione sociale e legalità della Camera di Commercio presentato pochi giorni fa, Federica Pintaldi dell’Istat e Elisa Valeriani, presidente dell’Ervet, unitamente al presidente di Unioncamere Emilia-Romagna, Carlo Alberto Roncarati, che ha concluso i lavori.

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