Art Lining torna in gioco e vede un futuro positivo


s.ilario 17 maggio Si chiama Art Lining ed è la prima delle 6 operazioni approvate nei mesi della crisi da Coopfond. Produce interni per cravatte, per il segmento alto. Da Ferragamo a Hugo Boss, per intenderci. E nonostante una flessione del mercato che picchia ancora pesantemente sui budget e sulle previsioni, la scommessa per ora è vinta: nell’Assemblea di bilancio della cooperativa di Calerno (S.Ilario d’Enza) sono infatti stati presentati dei risultati positivi.

“Le cose – spiega il presidente Roberto Ferrari – si stanno muovendo bene. Facciamo ancora fatica ma il lavoro è in crescita. Andiamo avanti, un passo dopo l’altro”. 

Con cautela e, in ugual misura, con determinazione. La cooperativa Art Lining è nata nel 2008 dal fallimento della Lincra che dal 1982 produceva a metà strada interni per cravatte e cravatte finite nel segmento medio alto del mercato. Il punto di forza? I clienti di fascia alta: qui la concorrenza dei fornitori cinesi o dell’Est Europa non hanno spazio. Il punto di debolezza, invece, è un portafoglio ordini che non supera i 15-20 giorni, ma soprattutto una serie di investimenti forse eccessivi che, quando la crisi inizia a picchiare,mettono in ginocchio l’azienda e i suoi 40 dipendenti. In 11 non si danno per vinti:

“In tre mesi – ricorda Ferrari – abbiamo deciso di metterci in gioco. Ognuno di noi ha investito 10mila euro, di cui 6mila dalla mobilità, e grazie al sostegno di Coopfond, concretizzatosi in una partecipazione a termine (tra 7 anni uscirà) siamo riusciti a partire”. L’operazione è stata seguita da vicino da Legacoop Reggio Emilia, che ha creduto nella capacità e nell’impegno dei soci. I lavoratori hanno acquistato l’azienda dal Tribunale per 400mila euro cui si sono aggiunti 50mila per riscattare alcune macchine in leasing.

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