CAMERA COMMERCIO REGGIO – ESE E CREDITO: BENE L’AUTOFINANZIAMENTO E IL RICORSO A STRUMENTI INNOVATIVI


REGGIO EMILIA 16 MARZO E’ rappresentato dall’autofinanziamento il più importante canale di reperimento di credito da parte delle imprese reggiane, che si colloca largamente al primo posto (59,2%) di una classifica che vede poi sul podio i finanziamenti bancari (50,3%), seguiti dal capitale familiare o dei soci (26,6%).E’ quanto emerge dall’analisi effettuata dall’Ufficio Studi della Camera di Commercio di Reggio Emilia sui risultati dell’Osservatorio regionale sul credito in Emilia-Romagna, indagine condotta dall’Unioncamere regionale.Principali strumenti di finanziamento delle imprese nel 2011 (Valori percentuali*) Reggio Emilia Emilia-RomagnaAutofinanziamento 59,2 57,1Capitale familiare, capitale soci, azioni 26,6 27,3Obbligazioni e altri titoli di debito 1,8 1,1Venture capital 0,6 0,4Finanziamenti bancari 50,3 56,5Prestiti da società di intermediazione 0,6 1,7Poste Italiane SPA 0,6 1,2Leasing o factoring 21,3 14,5Fondi europei, nazionali, locali 2,4 1,8Prestiti da altri soggetti 0,0 0,4Totale 100,0 100,0*Per la possibilità di risposte multiple il totale può differire da 100Fonte: Osservatorio regionale sul credito in Emilia-Romagna 2011; Unioncamere ER/Istituto G. TagliacarneMa se fin qui il tessuto imprenditoriale reggiano si allinea sostanzialmente con quello regionale (che però appare più dipendente dal sistema bancario), nettamente superiore rispetto alle altre province emiliano-romagnole è invece il ricorso a strumenti di finanziamento più innovativi, quali leasing/factoring, di cui usufruisce il 21,3% delle imprese reggiane intervistate, contro un 14,5% di media regionale.Il 78,1% degli intervistati dichiara di possedere attualmente una linea di credito aperta presso il proprio istituto bancario, quota superiore di circa due punti percentuali rispetto alla media emiliano-romagnola. Le risorse reperite mediante il canale bancario sono state utilizzate, nel corso del 2011, per attività di investimento solo nel 13,7% dei casi (14,3% nella regione); principalmente, infatti, sono servite per far fronte alla gestione corrente, in linea con quanto rilevato per il resto dell’Emilia Romagna.Sia la richiesta di credito attivata dalle imprese a Reggio Emilia sia la sua disponibilità sono rimaste sostanzialmente invariate nel corso del 2011, come nel resto della regione. L’incidenza delle imprese che hanno incrementato la propria domanda di finanziamenti è pari al 15,9%, di poco inferiore alla media dell’Emilia Romagna, mentre circa un quarto del campione ha rilevato cambiamenti nel monte fidi concessi, quota che si divide equamente tra variazioni di segno positivo e negativo.Evoluzione del costo dei finanziamenti alle imprese durante il 2011 (Valori %) Reggio Emilia Emilia-RomagnaTasso applicatoAumentato 60,9 55,9Diminuito 0,0 1,5Rimasto stabile 39,1 42,6Totale 100,0 100,0Garanzie richiesteAumentato 14,4 14,2Diminuito 1,5 1,0Rimasto stabile 84,1 84,9Totale 100,0 100,0Costi/commissioniAumentato 59,5 54,0Diminuito 2,4 1,5Rimasto stabile 38,1 44,4Totale 100,0 100,0Fonte: Osservatorio regionale sul credito in Emilia-Romagna 2011; Unioncamere ER/Istituto G. TagliacarneSuperiori alla media regionale di cinque punti percentuali sono le quote di imprese reggiane che hanno risentito di un inasprimento del tasso di interesse (60,9% del totale) e delle commissioni applicate (59,5%, a fronte del 54,0% regionale).Dalle interviste effettuate nella nostra provincia, emerge che la maggioranza delle imprese (l’84,1%) ritiene che il livello di garanzie necessarie al finanziamento sia rimasto stabile, in linea con la media regionale; solo il 14,4% lamenta un incremento delle garanzie richieste.Il 43,2% degli imprenditori della provincia di Reggio Emilia appare soddisfatto dei rapporti banca-impresa. Tuttavia, un’impresa su cinque lamenta un aumento dei costi (la percentuale regionale è intorno al 24%), mentre il 18,2%, contro il 14,7% dell’Emilia-Romagna, segnala l’inasprimento del tasso applicato.Nel corso del 2011, il 9,2% degli imprenditori reggiani è stato sollecitato al rimborso, rispetto all’11,1% della media dell’Emilia Romagna.Nonostante le difficoltà, la capacità di resistenza delle imprese reggiane sul versante finanziario, supportata dal ricorso a risorse proprie, trova conferma nell’utilizzo delle possibilità offerte dai Consorzi fidi, ai quali la Camera di Commercio di Reggio ha assicurato, per il 2012, 1,8 milioni di sostegno: solo il 16,6% degli intervistati a Reggio Emilia dichiara di avervi fatto ricorso contro il 25,1% dell’Emilia-Romagna.Tra le imprese della nostra provincia che ne hanno usufruito, l’81,9% ha considerato i servizi offerti adeguati o molto adeguati.

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