OSSERVATORIO CNA REGGIO: FATTURATI IMMOBILI, REGGIO SEMPRE NELLA MORSA DELLA CRISI


REGGIO EMILIA 16 GENNAIO Il +3,2% del fatturato registrato nella provincia di Reggio Emilia rispetto allo stesso trimestre del 2011 induce a un cauto ottimismo subito frenato se lo stesso dato viene paragonato all’immobilismo registrato in confronto al secondo semestre 2012 (+0,1%). Per non parlare della mancanza dell’aumento di lavoro (-11,1%). E’ questo il quadro disegnato da TrendEr, l’Osservatorio congiunturale di CNA Emilia Romagna e Banche di Credito Cooperativo, relativamente al terzo trimestre 2012.I risultati sono stati resi ieri oggi nella sede della Regione Emilia Romagna a Bologna nel corso della Giornata dell’Artigianato a cui ha preso parte anche la delegazione di CNA Reggio Emilia. La Giornata è stata l’occasione per approfondire il tema “L’artigianato: valore per l’economia e il lavoro” e per riflettere sui dati offerti da TrendER su ogni singola provincia della regione che confermano come il 2012 sia stato un anno devastante per le micro e piccole imprese dell’Emilia Romagna, sempre più in affanno. Una vera e propria lotta per la sopravvivenza che sul territorio reggiano nell’ultimo trimestre ha fatto però intravedere qualche spiraglio di luce. La fase negativa registrata nei primi due trimestri del 2012 segna un’importante risalita rispetto allo stesso trimestre del 2011 (+3,2%), che diventa però un sostanziale immobilismo se confrontato con il dato del secondo semestre 2012 (+0,1). Tale ripresa, dovuta ad un buon andamento sia del fatturato interno (+4,5) che quello in conto terzi (+4,3), trascina in qualche modo anche gli investimenti che aumentano del 25,9% e si concretizzano in investimenti in immobili e macchinari. In ogni caso però siamo ben lontani dai valori precisi del 2008: rispetto ad allora siamo ancora a -13,4%.Tra i dati negativi svetta quello del lavoro. Purtroppo infatti all’orizzonte non si vede l’aumento del lavoro, poiché la spesa per retribuzioni ha ancora segno negativo (- 11,1%) e si registra una brusca diminuzione sia della spesa per formazione (-51,1%) che quella per assicurazioni (-6,1%).Per quanto riguarda i diversi settori sempre nella nostra provincia, le piccole aziende del manifatturiero alzano in maniera consistente gli investimenti totali registrando un +62,2%. Non aumentano però le spese per retribuzioni che vedono un segno positivo nel settore delle costruzioni che contestualmente hanno un aumento di fatturato interessante (+16,8%): sono i servizi quelli che soffrono la situazione post terremoto dove il fatturato cala del 4,2% così come la spesa per retribuzioni (-15,1%).“Le dinamiche del terzo trimestre, positive almeno per quanto riguarda il fatturato, non devono però trarci in inganno – spiega il direttore generale di CNA, Fabio Bezzi – lavorando con tenacia e intelligenza le imprese stanno riuscendo a sopravvivere, ma il prezzo pagato è molto alto, a partire dai mancati investimenti nella formazione e nell’innovazione. Ai problemi quotidiani poi si aggiungono le preoccupazioni per il futuro a causa dell’incidenza ormai insopportabile dell’eccessiva tassazione e della mancanza di credito. Continuiamo a chiedere incessantemente alle istituzioni di rimettere l’impresa, con il suo valore sociale, al centro dell’agenda provinciale e nazionale sperando che si prendano davvero misure efficaci a favore del tessuto economico anziché minarlo sempre di più con salassi come la Tares e l’IMU”.

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