Credem: utile netto cons 1* trim sale a 42,4 mln (+1,9% a/a)


reggio emilia 15 maggio-Credem ha chiuso il primo trimestre 2013 con un utile netto consolidato pari a 42,4 mln euro, in crescita rispetto dell’1,9% rispetto allo stesso periodo del 2012.Il margine di intermediazione, spiega una nota, si attesta a 258,4 mln (+8,3% a/a), il margine finanziario ammonta a 112,6 mln (115,1 mln in 2012), il margine servizi e’ di 145,8 mln (+18% a/a). I costi operativi ammontano a 157,8 mln (1554,1 mln in 2012), il cost/income e’ pari a 61,1% (64,6% in 2012). Il risultato lordo di gestione e’ di 100,6 mln (+18,9% a/a), mentre gli ammortamenti sono pari a 8,4 mln (+9,1% a/a). Il risultato operativo ammonta a 92,2 mn (+19,9% a/a), gli accantonamenti per rischi e oneri si attestano a 0,8 mln (5,7 mln in 2012). Le rettifiche nette di valore su crediti sono pari a 19,9 milioni(-11,6% a/a), il saldo delle componenti straordinarie e’ negativo per 0,7 mln (16,1 mln in 2012), mentre l’utile ante imposte e’ di 70,8 mln (+9,3% a/a). Le imposte sul reddito sono di 28,4 mln (+22,4% a/a).La raccolta da clientela si attesta a 16.474 mn (+5,5% a/a), la raccolta diretta complessiva e’ di 17.010 mln (-2,5% a/a), mentre i depositi sono in crescita a 13.096 mln (+5,7% a/a). Il comparto obbligazionario e subordinati e’ invece pari a 3.914 milioni di euro (5.042 milioni di euro a fine marzo 2012). La raccolta assicurativa si attesta a 2.721 milioni (+7,5 a/a), la raccolta indiretta da clientela e’ di 27.364 mln (+2,7% a/a), mentre la raccolta indiretta e’ di 32.157 mln (-8,4% a/a). La raccolta gestita si attesta a 16.766 mln (+9,2% a/a), le gestioni patrimoniali sono pari a 3.755 mln (-1,4% a/a), mentre i fondi comuni di investimento e Sicav sono pari a 8.055 mln (+1,4% a/a). Gli impieghi sono pari a 19.838 milioni (+1% a/a), le sofferenze nette su impieghi si attestano all’1,38% (1,22% in 2012), i crediti problematici totali netti ammontano a 738,1 mln (661,2 mln in 2012). Il Core Tier 1 capital ratio si attesta a 9,61%. Il Total capital ratio e’ pari a 13,9%.Secondo la societa’, le piu’ aggiornate evidenze economiche scontano, nell’evoluzione dei ricavi, condizioni piu’ distese dei mercati interbancari e finanziari e la minore volatilita’ dei mercati stessi; l’ambito degli ammortamenti e delle spese generali risentira’, nel contempo, di ulteriori azioni di razionalizzazione, di importanti attivita’ progettuali di carattere normativo e commerciale, del potenziamento mirato di reti di vendita. A queste tendenze si affianca la necessaria prudenza nell’apprezzamento dell’evoluzione del rischio di credito. Restano cruciali e determinanti nello sviluppo economico e commerciale le incognite sistemiche rappresentate dall’evoluzione degli scenari macroeconomici, dal rischio dei titoli governativi ritenuti piu’ rischiosi e dall’andamento dei mercati finanziari e del costo del credito che presenta crescenti e preoccupanti segnali di accelerazione.Nel primo scorcio del 2013 Credembanca e’ stata oggetto di un primo accertamento ispettivo da parte dell’Organo di Vigilanza, nell’ambito di una piu’ ampia iniziativa di controllo che sta interessando il sistema bancario; l’intervento si e’ focalizzato sulla valutazione dell’adeguatezza delle rettifiche di valore sui crediti problematici, nonche’ delle relative politiche e prassi applicative. I bilanci 2012 di Credembanca e del gruppo recepiscono le indicazioni che sono derivate dal predetto accertamento. Alla fine del mese di marzo, e nel quadro del periodico piano di verifiche previste nei confronti degli enti vigilati, l’Organo di Vigilanza ha intrapreso un nuovo accertamento, tuttora in corso, in merito all’adeguatezza del sistema di governo, gestione e controllo del rischio di credito.

Riproduzione riservata © 2016 viaEmilianet