CNAprefina reggio : “BANCHE TROPPO SELETTIVE E SPREAD ALLE STELLE”


reggio emilia 15 febbraio “L’accesso al credito è uno dei problemi principali di artigiani e piccole-medie imprese, anche di quelle che dimostrano di non avere riduzioni di fatturato o problemi con il proprio mercato di riferimento”. A denunciarlo, dati alla mano, sono il presidente di CNA Reggio Emilia Tristano Mussini e il presidente di CNA Prefina, società per il credito di CNA, Alcide Paterlini, che rilanciano l’allarme credito già lanciato da CNA Reggio Emilia nelle scorse settimane.I dati. Secondo i dati di Prefina srl, nello scorso mese di gennaio i tassi finali applicati ai finanziamenti erogati dagli istituti di credito sono stati mediamente del 40% superiori rispetto allo stesso periodo del 2011 e nel mese di febbraio tale incremento è destinato a salire fino 50%. “Si tratta di un incremento consistente, probabilmente non esiste nessun altro prodotto che sia cresciuto tanto su base annua – spiega Mussini – questo non dipende dai tassi di riferimento (euribor per il variabile, yrs per il fisso) che sono in realtà diminuiti, ma dall’incremento considerevole degli spread, il differenziale che ogni banca aggiunge ai tassi di riferimento e in alcuni casi dalle spese istruttorie. Gli Istituti di credito giustificano gli aumenti con l’incremento dei costi di approvvigionamento e della rischiosità media delle imprese, ma se la prima giustificazione ha una parte di verità, la seconda non pare del tutto congrua, visto l’aumento considerevole delle garanzie richieste e la prudenza con la quale le banche concedono credito”.Gli effetti. “In questo modo, per problemi propri di approvvigionamento o di capitale e per meccanismi di valutazione delle Imprese (rating) inadeguati a valutare le PMI e le loro potenzialità, le banche, che si approvvigionano in gran parte sul mercato, sono sempre più selettive nel concedere credito – continua Paterlini – purtroppo gli effetti degli interventi della BCE e del Governo, che avrebbero dovuto almeno rallentare gli aumenti del costo del denaro non si sono visti. Rimane poi da spiegare la grande differenza tra banche nella determinazione degli spread, con istituti che hanno ancora spread medi inferiori al 3% e altri già oltre il 5%, con punte al 7%”.“Occorre inoltre sottolineare – sottolinea il presidente di Prefina – che valori così alti degli spread che rimangono invariati fino alla fine dell’ammortamento, finiscono con l’annullare la variabilità del tasso visto che la parte variabile riguarda circa il 20% del tasso stesso ed è evidente che le imprese che possono rinviare la decisione di accedere al credito sono portate a farlo. L’effetto più grave gli investimenti delle PMI, gia in forte crisi, ne escono soffocati. Infatti se gran parte delle richieste di liquidità sono inevitabili, gli investimenti possono essere rimandati, con il rischio di perdere competitività in un mercato in cui l’innovazione tecnologica e di processo appare sempre più indispensabile e urgente”.L’azione di CNA. CNA, anche con UNIFIDI, ha messo in campo molti sforzi per calmierare il costo del denaro per le PMI. UNIFIDI con le convenzioni con le banche ha mantenuto tassi ridotti rispetto alle operazioni senza garanzia e CNA ha operato con la convenzione di tesoreria ottenendo riduzioni dei tassi sui finanziamenti a breve, ha negoziato con gli enti pubblici ottenendo, ad esempio, dalla Regione il fondo di cogaranzia con tassi massimi controllati e dai Comuni e dalla CCIAA contributi per l’abbattimento dei tassi e continuerà in una azione di confronto e di stimolo verso le banche. “Una politica di contenimento dei tassi, con una diversificazione che premi gli investimenti e con la possibilità di rinegoziare i tassi in presenza di un auspicabile miglioramento delle condizioni economico finanziarie, sarebbe saggia e attenta anche al domani – conclude il presidente di CNA Reggio Emilia Tristano Mussini – in assenza di tale politica o di fronte ad atteggiamenti diversi fra le banche, alle imprese non rimane che scegliere gli istituti che offrono le condizioni migliori valutando con attenzione le scelte concrete, i tassi, le condizioni dei cc, le spese, del resto la concorrenza è un valore non solo per le imprese ma anche per le banche”.

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