LA METAMORFOSI DI UNIECO intervista a Mauro Casoli su Pianeta Unieco


reggio emilia 14 novembreEcco in anteprima l’intervista a Mauro Casoli che sarà on line domattina (15 novembre) sul sito internet www.unieco.it pubblicata nell’house organ Pianeta Unieco.E’ un’analisi a spettro ampio sul nuovo scenario competitivo nei settori chiave: costruzioni, ambiente, ferroviario e laterizi e sulla cooperazione.Superare la crisi rimane l’obiettivo. Ma come? Le mutazioni che tutte le imprese italiane subiranno saranno forti e spesso irreversibili. Come sta “navigando” la nave Unieco in un mare che rimane tempestoso?Per me c’è una certezza: Unieco ha al suo interno tutte le capacità necessarie per uscire da questa crisi. Penso che usciremo con un assetto adeguato e forte da questa fase ciclica sfavorevole per i settori dove operiamo da quasi 110 anni. E’ una convinzione forte e precisa, altrimenti non farei questo “mestiere”. La vera domanda è un’altra: come usciremo? Io penso che ne usciremo più forti eben posizionati se saremo in grado di interpretare correttamente le sfide che oggi siamo chiamati a vivere. Ritengo che a fare la differenza sarà la capacità di saper coniugare la gestione dell’emergenza quotidiana che viviamo con la capacità di progettare il nuovo, con la visione sul futuro.L’emergenza è un fatto, non possiamo fare a meno di dedicare alle problematiche dell’oggi tempo e risorse per evitare di perdere terreno (ogni questione irrisolta amplifica la gravità della situazione complessiva) ma non possiamo smettere di investire tempo e risorse per definire la nostra visione prospettica. Se ci concentriamo solo sull’emergenza forse resisteremmo meglio nel breve periodo ma alla fine ci sarebbe un Unieco più debole. Pensando solo al futuro e trascurando la quotidianità rischiamo di ripartire con i piedi d’argilla, più fragili. La cooperazione e Unieco fanno i conti con scenari nazionali, europei e globali che si trasformano in sempre nuovi problemi oppure possono diventare grandi opportunità. Il Governo dei tecnici, il Governo Monti è un problema o un’opportunità?Il Governo tecnico, il Governo Monti è stata la soluzione migliore possibile all’emergenza che l’Italia viveva e ancora vive ma credo che il ritorno a un Governo espressione del voto popolare e legittimato dal voto popolare dovrebbe avvenire nei tempi più possibile ridotti.Appena possibile quindi e magari senza rinunciare al contributo di Monti ma inserito in un preciso progetto politico ben definito. Il Governo tecnico è stata un’esigenza ma pensavo che i risultati sarebbero stati più evidenti. Mi pare di vedere un distacco non sufficiente dalle mediazioni partitiche tipiche delle coalizioni politiche, distacco che avremmo auspicato di non trovare un “governo tecnico di emergenza”.Meno attenzione agli equilibri politici, forse, avrebbe prodotto risultati maggiormente positivi per il Paese. Il Governo Monti non ha sfruttato fino in fondo la forza che la debolezza del sistema politico gli garantiva e che lo aveva reso necessario. Così si dice: “merita la sufficienza, ma poteva fare di più soprattutto nei primi tempi, adesso ha già preso un’impronta che è difficile modificare.Comunque grazie a Monti e a Napolitano.Unieco ha chiuso un buon bilancio 2011 e ha lanciato un budget sfidante per il 2012. Alla luce dell’aggiornamento semestrale “i conti” cosa dicono, che 2012 è realistico attendersi ? E oltre?I numeri della relazione semestrale confermano sostanzialmente le indicazioni del budget 2012 di Unieco con elementi da valutare con attenzione. Siamo abbastanza soddisfatti della verifica anche senon nascondiamo che ci sono luci e ombre.Le ombre sono legate al fatto che non riusciremo a raggiungere i volumi produttivi attesi causa la rarefazione del mercato delle nuove commesse ma anche perché, in relazione a difficoltà di pagamento dei committenti, abbiamo rallentato alcune realizzazioni già cantierate.Ma manterremo i volumi del 2011 e di fatto la redditività rimarrà sui livelli attesi. Purtroppo oggi conta di più la liquidità della redditività, direi solo la liquidità, ma mantenere la capacità di produrre utile netto ci sembra importante. La tenuta nel comparto infrastrutture è stata buona, la flessione è nell’edile e, in particolare, nell’area della sede. Non è calato il capitale investito, un dato che, oltre che da noi, non èapprezzato dai nostri interlocutori finanziari. Stiamo, su questo versante, concentrando il nostro impegno, anche attraverso uno sforzo di alienazione del nostro patrimonio immobiliare ed una più feroce attenzione ai crediti scaduti. Ma lo scenario esterno certo non ci aiuta, anzi (patto di stabilità, imprese in procedura ecc.). Il risultato è che soffriamo noi ed i nostri investitori e soffrono i nostri fornitori, ma è un fatto contingente che troverà soluzioni positive nei prossimi sei mesi. Infine il forte impegno profuso in questi anni nel riposizionamento delle attività ci dovrebbe garantire a fine anno e nel 2013- 2014 bilanci ancora soddisfacenti grazie anche all’avvio di infrastrutture (l’Autostrada Tirrenica TEM Pedemontana e altre) che avranno sviluppo pluriennale, nonché alla messa a regime di attività nel campo dell’ambiente.L’intera intervista su www.unieco.it PIANETA UNIECO 2 2012

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