PIU’ SPAZIO DECISIONALE AI SOCI DI BANCA REGGIANA (BCC)


REGGIO EMILIA 11 NOVEMBRE E’ una decisa scelta a favore dell’economia reale quella che orienta la collocazione della raccolta sviluppata da Banca Reggiana, ieri in assemblea straordinaria dei soci per modifiche statutarie che rafforzano ulteriormente la partecipazione dei soci (11.276, con 800 in più rispetto al 31 dicembre scorso), vietano commistioni e cumuli di cariche nell’Istituto con altre di natura politica e amministrativa pubblica (parlamentare, consigliere comunale, regionale o provinciale), rafforzano l’azione contro eventuali conflitti di interesse (vietata la stipula di diversi contratti tra la Banca e i suoi amministratori o “soggetti collegati” quando superano i 100mila euro su base annua), stabiliscono nuove regole per il numero dei mandati degli amministratori.La raccolta, ha spiegato il presidente Giuseppe Alai, si orienta infatti decisamente (72%) verso forme di gestione che consentono di riversarla sul territorio e di concorrere a sostenere gli investimenti delle imprese, i bisogni delle famiglie, le azioni legate alla tenuta della rete imprenditoriale di fronte alla crisi.E in questo senso vanno le cifre fornite dal presidente a proposito di questo legame territoriale: gli impieghi sono saliti a 660,5 milioni, con il 32% destinato alle famiglie produttrici e consumatrici, il 16% a sostegno delle imprese artigiane, il 13% all’agricoltura, il 14% indirizzato alle imprese edili, una quota identica al commercio e ai servizi e l’11% all’industria.E in una combinazione equilibrata tra esigenze dell’economia locale e stabilità dell’Istituto di Credito Cooperativo, alla inclusione di tutti i settori corrisponde ora anche un vincolo statutario che stabilisce un limite ai rischi assumibili da Banca Reggiana nei confronti di singoli clienti e soci.Un comunicato di Banca Reggiana spiega: così come esistono vincoli per la quota detenuta da ciascun socio su un capitale sociale salito a 12,3 milioni (+14,4% rispetto al 31 dicembre 2010) al fine di evitare in partenza ogni ipotesi di formazione di posizioni dominanti (del resto ostacolate anche dal principio “una testa, un voto”, indipendentemente dalla quota di capitale detenuta), Banca Reggiana ha dunque stabilito che anche nell’erogazione del credito valgono principi mutualistici che evitano concentrazioni del credito potenzialmente pericolose per qualsiasi banca, ma anche contrarie alla logica di un intervento diffuso su settori, ambiti territoriali, imprese e famiglie. Rispetto ad uno statuto che stabilisce nel 15% sul valore del patrimonio (81,7 milioni) il tetto massimo del credito erogabile a singoli clienti e soci, l’assemblea, su proposta del Consiglio di amministrazione, ha fissato tale quota al 10%.All’assemblea sono intervenuti quasi 1.400 soci dell’Istituto di Credito Cooperativo.

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