PEGGIORA LA SITUAZIONE DI IMPRESE, LAVORATORI E FAMIGLIE: MARTEDI’ IL NUOVO RAPPORTO DELLA CCIAA Reggio Emilia


reggio emilai 13 maggio Reggio Emilia registra una netta recrudescenza (quasi una cronicizzazione) del trend economico negativo: il dato emerge dall’ultimo rapporto dell’Osservatorio economico, coesione sociale e legalità della Camera di Commercio, che sarà presentata martedì 14 maggio nell’Aula Magna di Palazzo Scaruffi alle 9,30.Curato da Gino Mazzoli, psicosociologo di Praxis a capo di un team composto da diversi ricercatori dell’Università di Modena e Reggio Emilia (Matteo Rinaldini, Francesca Mattioli, Vincenzo Ricciari), il “Rapporto sulla coesione sociale a Reggio Emilia nel 2012” mette sotto i riflettori tutti gli indicatori che consentono un’analisi completa dello “stato di salute” della realtà reggiana: gli aspetti demografici, economia e imprese, servizi socio-sanitari, redditi e consumi, sistema formativo, Terzo settore.“Un quadro unico per completezza – sottolinea il presidente della Camera di Commercio, Enrico Bini – che consente una lettura unitaria degli elementi di criticità del territorio e sui quali si rendono necessarie le azioni più urgenti e tra di loro integrate, proprio perché non esiste alcun fattore (dalla crisi del mercato del lavoro ai servizi alle persone, ai disagi delle famiglie, ecc.) che possa trovare una risposta esaustiva in sé”.“La conferma – spiega Giovanni Teneggi, componente della Giunta camerale e responsabile dell’Osservatorio – viene proprio da quest’ultima indagine, che evidenzia, ad esempio, un peggioramento della situazione delle imprese, dei lavoratori e delle famiglie, nonostante permanga una ricchezza di tessuto associativo di prim’ordine, un tasso di disoccupazione tra i più bassi d’Italia, una propensione all’esportazione significativa (5° posto in Italia), una presenza di imprenditori under 30 che ci colloca al 7° posto in Italia, un miglioramento consistente nel posizionamento all’interno del ranking del Sole 24 ore (11° posto)”.Tra i dati più preoccupanti della ricerca che sarà presentata martedì, spicca sicuramente la questione lavoro, con 56.903 lavoratori (il 23% sul totale, corrispondenti all’11% della popolazione e in crescita di 9.400 unità in un solo anno) scivolati in quella che i ricercatori definiscono “zona vulnerabilità” (cassa integrazione o iscrizione alle liste di disoccupazione), mentre in due anni sono diminuiti di 10.000 unità i lavoratori autonomi e in quattro anni si sono persi 5500 euro di reddito pro capite.Se si considera che anche la forte tenuta del consenso verso le istituzioni è stata sempre collegata anche a una garanzia occupazionale elevatissima (tuttora tra le prime d’Italia, benchè il tasso di occupazione abbia registrato un calo di oltre 3 punti in 4 anni – da 70,6 a 67,3 ) – evidenzia la ricerca curata da Gino Mazzoli – è evidente che siamo nel bel mezzo di una grande questione di coesione. Martedì, dunque, la presentazione del Rapporto, che sarà introdotta da Giovanni Teneggi; seguirà la relazione di Gino Mazzoli e il dibattito, coordinato da Giovanni Fosti dell’Università Bocconi di Milano.

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