RE 123/1/2012 ANALISI CONFAPI PMI REGGIO- LA CRISI PERMANE


REGGIO EMILIA 13 GENNAIO Confapi pmi Reggio Emilia, che associa oltre 500 aziende della nostra provincia, ha raccolto i dati emersi dalla consueta indagine congiunturale trimestrale riferita ai mesi di ottobre – dicembre 2011. Il campione indagato è di 100 aziende associate, appartenenti ai maggiori settori produttivi. Situazione al termine del IV° trimestre 2011Analizzando i dati raccolti da Confapi pmi Reggio Emilia riferiti al quarto trimestre del 2011 la produzione risulta stabile per il 50% (-3% rispetto al trimestre precedente), in diminuzione per il 40% (+13%) e in aumento per il 10% (-10%) del campione indagato.Gli ordinativi del quarto trimestre sono in diminuzione per il 49% (+19%), stabili per il 42% (-10%) e in aumento per il 9% (-9%) . II mercato interno registra un notevole peggioramento degli indicatori rispetto al trimestre precedente: stabilità per il 34%, diminuzione del 60% e un aumento del 6%. Il dato migliore si registra sui mercati esteri dell’area Extra UE con un + 20% degli ordini. Il fatturato risulta stabile per il 49% delle aziende intervistate, in diminuzione per il 36% e in aumento per il 15%.Gli effetti della crisi intaccano ulteriormente i livelli occupazionali che registrano: stabilità per il 73% delle aziende del campione, diminuzione per il 21% e aumento per il 6%. A questo quadro va aggiunto anche il fenomeno degli ammortizzatori sociali che ha interessato il 12% delle aziende intervistate.I livelli di scorte di materie prime e beni intermedi vengono dichiarati appropriati dal 76% del campione e i prodotti finiti si attestano su un 69% che li ritiene adeguati.In materia di credito il 52% delle aziende ha sottolineato come l’accesso ai finanziamenti sia diminuito. Le altre indicazioni che emergono sul tema parlano di un 35% che dichiara un aumento del debito a breve, un dato che, nel caso di quello a medio-lungo termine, tocca +23%, a cui si aggiunge un 25% che indica di aver fatto maggior ricorso all’autofinanziamento.Il processo di erosione dei margini operativi continua ad essere presente: il 52% delle imprese dichiara un utile lordo in diminuzione, stabile per il 46% e in aumento per il 2%. La voce investimenti vede il 60% degli imprenditori che vi dedicano risorse. Le voci più gettonate su cui sono state concentrate le attenzioni sono state: 42% impianti, 27% ricerca e 20% formazione. Tendenze previste per il I° trimestre 2012Le previsioni riferite al periodo gennaio-marzo 2012 tracciano questa fotografia: diminuzione degli ordinativi attesa per il 52% (+19%), stabilità per il 36% (-20%), aumento per il 12% (+1%). Anche in questo caso i mercati che offrono più chance sono quelli stranieri: Extra UE +23%. Il fatturato atteso è in diminuzione per il 46%, stabile per il 42% e in aumento per il 12%. Il dato riguardante gli investimenti prevede un’intenzione di aumentarli che riguarda solo il 27% degli intervistati. I livelli occupazionali sono dati stabili nel 68% dei casi, in diminuzione nel 24% dei casi e in aumento del 8%. Nel prossimo trimestre sarà l’11% delle imprese ad utilizzare ancora gli ammortizzatori sociali.

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