confcooperative reggio emilia : MIGLIORANO INVESTIMENTI E ORDINI


reggio emilia 12 luglio La crisi non è superata, ma nel sistema Confcooperative si continuano a registrare segnali di miglioramento. Dall’indagine congiunturale della centrale cooperativa emerge infatti che passano dal 2 al 6,2% le cooperative che pensano a nuove assunzioni, mentre si alza analogamente (dal 13,7 al 18,7%) la quota di quelle che prevedono nuovi investimenti a breve.“Sono variazioni interessanti nella dinamica – sottolinea il presidente di Confcooperative, Giuseppe Alai – che giungono dopo una lunga stagione in cui il grande risultato raggiunto dalla cooperazione è stato quello della stabilità sul versante dell’occupazione; i valori sono però ancora poco consistenti per poter parlare di ripresa vera e propria, che se in alcuni comparti appare abbastanza evidente, in altri – e prima di tutto il sociale – non sembra affatto a portata di mano ed è in gran parte subordinata a dinamiche di spesa pubblica e a modalità di affidamento di servizi che restano preoccupanti”.Complessivamente, intanto, le imprese di Confcooperative mostrano una ripresa degli ordini, che appaiono in crescita per il 25% delle aziende contro il 21,5% rilevato a gennaio, mentre si riduce dall’11,7 al 10,4% la quota di quante ne registrano un calo. Pressoché scomparse le morosità nei pagamenti, le cose vanno meglio anche per la liquidità, dove il 12,5% delle imprese registra miglioramenti e si abbassano dal 41,1 al 31,2 quelle che segnalano peggioramenti. L’analisi settoriale evidenzia però che nelle cooperative sociali i miglioramenti riguardano solo il 10,5% delle imprese, mentre resta molto alta – seppure in flessione – la quota di quante registrano peggioramenti, che passa dal 55,5 al 47,3%“A conferma del fatto che vi sono miglioramenti generali, ma anche problemi che persistono – sottolinea Alai – dall’indagine appare evidente che la tensione sulla liquidità ha marginalmente a che vedere con il fatturato, mentre è più pesantemente influenzata dai dati di redditività, sui quali continua ad incidere un aumento dei costi non compensato da un analogo incremento di quelli di vendita di beni e servizi”.Nei primi mesi del 2011, infatti, il fatturato è apparso in crescita per il 53,4% delle imprese dell’agroalimentare (dove non si segnalano flessioni) e in miglioramento anche per il 33% delle cooperative di lavoro e servizi, dove si è più che dimezzata (dal 38,4 al 16,6%) la percentuale di imprese che ha registrato flessioni. Proprio in questo settore, però, il 58,3% ha pagato un aumento del costo degli acquisti, compensato da un analogo incremento dei prezzi di vendita solo nell’8,3% dei casi. Forbice analoga anche per il sociale (con il 42,1% di imprese che ha registrato costi in crescita e solo il 10,5% ha potuto aumentare i prezzi), dove peraltro è scesa al 21% (era al 37,5% a fine 2010) la quota di imprese che ha registrato incrementi di fatturato, ed è più che raddoppiata (dal 4,3 al 10,5%) quella delle coop che hanno evidenziato flessioni.In questo contesto l’occupazione tiene (il 98% delle cooperative non ha forme di sospensione dal lavoro) e si è ridotto da 282 a 256 il numero dei lavoratori interessati da ammortizzatori sociali.“E’ un risultato straordinario – osserva Alai – che la cooperazione consegna alla collettività, ma il suo mantenimento richiede azioni urgenti proprio nei settori a più alta densità d’occupazione, dove persistono condizioni di scarsa trasparenza e regolarità del mercato e del lavoro, strozzamenti sulle tariffe e pesanti incognite sull’affidamento di lavori e servizi pubblici alle cooperative sociali”.

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