Ricerca K Finance sull’industria manifatturiera: Bologna al top nel creare valore


reggio emilia 12 giugno C’è un’Italia che riesce a crare valore anche nel bel mezzo della crisi. Lo rivela una ricerca realizzata da K Finance per Borsa Italiana che ha analizzato oltre 25mila società di capitali con un fatturato superiore ai 5 milioni di euro. Bologna brilla tra le 25 province con il maggiore fatturato, seguita da Brescia, mentre la maglia nera va a Varese e Parma. Ferrara e Chieti sono invece le più promettenti nei territori a minore densità di aziende e di ricavi. Classifiche che sono il risultato di un mix tra indicatori di bilancio classici e altri ingredienti capaci di misurare il livello di reazione alla crisi come la dimensione, il tasso di crescita, marchi, brevetti, know how e vantaggio competitivo. Il capoluogo emiliano guida la Serie A del fatturato perché più di tutte ha saputo creare valore dal 2009 al 2011. Un risultato, spiega l’amministratore delegato di K Finance Filippo Guicciardi, reso possibile «grazie all’ottima performance delle aziende meccaniche trainate dall’export. In generale, comunque, vince chi sa innovare, punta sull’internazionalizzazione e riesce a ritagliarsi una nicchia di mercato. Prova evidente che sarà proprio la capacità manifatturiera a salvare il nostro Peaese».Se il capoluogo di regione brilla, la creazione di valore si assottiglia a Reggio Emilia, mentre Parma arranca. «La prima – spiega Guicciardi – paga la forteesposizione del mondo cooperativo al settore dell’edilizia, tra i più colpiti dalla crisi. La seconda continua a risentire della contrazione dei consumi privati che ha toccato per la prima volta anche il settore alimentare».Brescia e Bergamo, situate in una delle aree più dinamiche del Paese, guadagnano rispettivamente il secondo e quarto posto sulla spinta di alcune Pmi del comparto metalmeccanico, della chimica e della plastica. Il leitmotiv delle esportazioni è confermato dalla performance delle province venete, in particolare nel condizionamento e della refrigerazione industriale, che hanno retto bene alla crisi. Ben quattro province venete (Verona, Padova, Vicenza, Venezia) si trovano infatti nei primi dieci posti della classifica. Prima perfatturato e numero di imprese, a conti fatti Milano deve però accontentarsi della 14esima posizione, a sorpresa subito dopo Torino, dove la crisi è cominciata prima del 2009 e le imprese sono riuscite a recuperare valore. Non è successo invece a Varese, dove la crisi ha colpito al cuore alcuni comparti delsettore tessile, che deve accontentarsi dell’ultimo posto.L’altra classifica sposta il focus sulle dieci province che hanno creato più valore tra le 85 con minore fatturato del campione. Una sorta di “campionato primavera” che conta 718 aziende, pari a circa il 2,3% del fatturato considerato. Qui il primato è ancora emiliano, con Ferrara in testa. Al secondo posto c’è Chieti, che scommette sulla sua punta di diamante, l’automotive, per fronteggiare i venti contrari. «Anche in tempi difficili – conclude Barba Lunghi, responsabile mercati Pmi per Borsa Italiana – ci sonoimprese che contribuiscono a creare valore per il territorio che le ospita, con filiere che possono contribuire a generare occupazione. È a loro che guardiamo come potenziali candidate per il nostro progetto Elite, partito nell’aprile 2012, per accompagnarle in un percorso di crescita. Abbiamo già raggiunto il traguardo di 100 imprese e ci stiamo attrezzando per accogliere 50-60 società all’anno».

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