max mara festeggia a mosca i primi 60 anni con la mostra Coats!


REGGIO EMILIA 12 OTTOBRE Dopo la Germania, il Giappone e la Cina “Coats!”, la mostra dedicata alla storia del Gruppo Max Mara, giunge in Russia e precisamente a Mosca, dove sarà ospitata dal 12 ottobre 2011 al 10 gennaio 2012, presso il prestigioso State Historical Museum che domina la parte nord-est della Piazza Rossa. Edificato dall’architetto Vladimir Osipovich Shervud tra il 1875 e il 1881, infatti, lo State Historical Museum raccoglie la storia della “Grande Madre Russia”, ospitando nelle sue sale oltre 4 milioni di reperti e 15 milioni di documenti storici, con collezioni che spaziano dalle reliquie preistoriche fino alle opere d’arte inestimabili acquisite dalla dinastia dei Romanov. Inaugurato ufficialmente con una visita dello Zar e della moglie nel 1883 fu rinominato l’anno successivo in “Museo di storia imperiale russa”. Una cornice prestigiosa per la tappa moscovita della mostra internazionale che prosegue il grande successo dei tre appuntamenti precedenti, che si sono tenuti rispettivamente presso il Kulturforum di Berlino (nel novembre 2006), il Mori Arts Center sulle Roppongi Hills di Tokyo (nel 2007), il Namoc (il National Art Museum of China, nel 2008), sottolineandone al contempo la natura itinerante e l’approccio culturale. La mostra, curata da Adelheid Rasche, storica della moda e dell’arte, è caratterizzata da un impatto glamour e storico al tempo stesso, si configura come un viaggio lungo tutte le decadi della moda italiana, analizzate attraverso le evoluzioni del cappotto Max Mara. Il visitatore, dopo una sezione dedicata a preziosi cappotti della storia della moda, passerà in rassegna la storia del Gruppo Max Mara. In mostra 70 rari modelli datati dagli anni ‘50 ai giorni nostri, come il celeberrimo 101801 in cammello, il trench e il paletot bordati di pelliccia che sarebbero piaciuti a Caterina la Grande; tantissime fotografie d’autore scattate per Max Mara da maghi del clic come Richard Avedon, Sarah Moon, Steven Meisel, Craig McDean, Mario Sorrenti e David Sims. E ancora croquis provenienti dall’Archivio del Gruppo, firmati dai creatori che hanno collaborato (nel più completo riservo come da politica aziendale) con Max Mara lungo tutta la sua storia. Grandi nomi come Emmanuelle Khanh, Anne-Marie Beretta, Karl Lagerfeld o Jean-Charles de Castelbjac. O la stilista-designer Nanni Strada, che realizzò nel 1971 per Sportmax una collezione di avveniristici maxi coat in stile folk recentemente ritrovati e andati subito ad arricchire questa esposizione.Il racconto è organizzato per aree tematiche che si intrecciano tra loro e si concatenano attraverso il filo della successione temporale. Ogni tematica individua, infatti, un particolare momento storico e culturale dell’azienda: la nascita del gruppo (anni ’50-’60), il legame con l’editoria (anni ’70), la creatività (anni ’80), la fotografia (anni ’90) e, non ultima, la produzione industriale (2000). Nella sezione della mostra dedicata all’arte, dove sono presenti installazioni e artwork “a tema” firmati da alcuni artisti contemporanei quali William Wegmam e Miwa Yanagi, verrà inserito un lavoro realizzato da Valery Katsuba famoso artista di San Pietroburgo, a cui Max Mara ha commissionato per l’occasione un’opera fotografica, che ritrae la compagnia di ballo del Teatro Bolshoi in una onirica coreografia di tutù e cappotti Max Mara.Per la tappa moscovita della mostra, sarà realizzata anche una nuova edizione del catalogo “Coats! Max Mara, 60 anni di moda italiana” edito da Skira e curato da Adelheid Rasche. Il catalogo è distribuito nelle migliori librerie di tutto il mondo e vede, tra gli altri, i prestigiosi contributi critici di Colin McDowell, Marco Belpoliti, Enrica Morini e Mariuccia Casadio. Mosca capolinea, e non a caso, della mostra d’un marchio che ha fatto del cappotto il motore della sua storia e dei suoi numeri: bilancio da 1.250 milioni di euro, quasi 5.200 dipendenti, 2.279 boutique (di cui 80 in Russia) in tutto il mondo.

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