Confapi pmi Reggio Emilia: i risultati dell’indagine congiunturale


REGGIO EMILIA 12 GENNAIO Confapi pmi Reggio Emilia, che associa oltre 500 aziende della nostra provincia, ha raccolto i dati emersi dalla consueta indagine congiunturale trimestrale riferita ai mesi di ottobre-dicembre 2010. Il campione indagato è di 100 aziende associate, appartenenti ai maggiori settori produttivi. Situazione al termine del IV trimestre 2010Analizzando i dati raccolti da Confapi pmi Reggio Emilia riferito all’ultimo trimestre del 2010 la produzione risulta stabile per il 53% (+7% rispetto al trimestre precedente), in aumento per il 26% (+2%) e in diminuzione per il 21% (-9%) del campione indagato.Gli ordinativi del quarto trimestre sono stabili per il 50% (+2%), in aumento per il 25% (+4%) e in discesa per il 25% (-6%). II mercato interno è quello che evidenzia ancora i maggiori segnali di sofferenza registrando una diminuzione del 29%, seppure in tendenza positiva rispetto al periodo luglio-settembre di 4 punti percentuali. Il dato migliore lo registrano i mercati Extra Ue con un + 27% degli ordini contro il +23% dell’UE. Il fatturato risulta stabile per oltre un’azienda su due (53%), in diminuzione per il 26% e in aumento per il 21%.Gli effetti della crisi continuano a farsi sentire intaccando i livelli occupazionali con il 13% delle imprese che ha dichiarato di aver effettuato una riduzione degli organici negli ultimi tre mesi: dato che però migliora di 4 punti percentuali rispetto a quello del trimestre precedente. A questo quadro va aggiunto anche il fenomeno degli ammortizzatori sociali che ha interessato il 22%% delle aziende intervistate, un dato che però si attesta su un calo di 5 punti.Non emergono dati particolari sui livelli di scorte di materie prime e beni intermedi che vengono dichiarati appropriati dall’83% del campione e di prodotti finiti che si attestano su un 74% che li ritiene adeguati.In materia di credito il 13% delle aziende ha sottolineato come l’accesso ai finanziamenti sia stato più difficoltoso. Le altre indicazioni che emergono sul tema parlano di un 24% che dichiara un aumento del debito a breve, un dato che nel caso di quello a medio-lungo termine tocca +22%, a cui si aggiunge un 19% che indica di aver fatto maggior ricorso all’autofinanziamento.Il processo di erosione dei margini operativi continua ad essere presente: il 55% delle imprese dichiara un utile lordo stabile, in diminuzione nel 36% dei casi e in aumento per il 9%. Migliora sensibilmente la voce investimenti che vede il 66% degli imprenditori che hanno ripreso a dedicarvi risorse. Le voci più gettonate su cui sono state concentrate le attenzioni sono state: per il 35% impianti e per il 24% ricerca e sviluppo. Tendenze previste per il I trimestre 2011Le previsioni riferite al periodo gennaio-marzo 2011 tracciano questa fotografia: stabilità degli ordinativi attesa per il 65% (+13%), aumento per il 20% (+5%) e diminuzione che toccherà il 15% (-18%). In questo caso i mercati che offrono più chance sono quelli Extra UE che dovrebbero registrare un aumento del 34% contro un +26% di quelli UE e un +20 di quello interno. Il fatturato atteso è stabile per il 66%, in aumento per il 18% e in calo nel 16%.Peggiora nuovamente il dato degli investimenti con l’intenzione di diminuire gli investimenti che riguarda la quasi totalità degli intervistati (99%). I livelli occupazionali sono dati stabili nel 77% dei casi, in aumento nel 12% dei casi e in diminuzione del’11%. Nel prossimo trimestre sarà il 16% delle imprese ad utilizzare ancora gli ammortizzatori sociali.Commento di Cristina Carbognani,Presidente Confapi pmi Reggio Emilia,all’Indagine Congiunturale.

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