ARCETO SCANDIANOCORREGGIO FUSIONE A TRE NEL VINO Confcooperative e Legacoop


REGGIO EMILIA 11 SETTEMBRE Confcooperative e Legacoop non esitano a definire “storica” l’integrazione fra le cantine sociali di Arceto, Prato e la Nuova di Correggio, i cui effetti si avranno già con l’ormai imminente vendemmia.“I processi di aggregazione nel settore vitivinicolo – affermano i responsabili del comparto agroalimentare delle due centrali cooperative, Alberto Lasagni e Luigi Tamburini – sono stati diversi in questi anni, ma è la prima volta che vanno ad integrarsi imprese così solide individualmente e già tutte collocate tra le più importanti realtà della cooperazione vitivinicola reggiana”. Il nuovo polo vinicolo, infatti, sfiorerà i 350.000 quintali di uve lavorate, derivanti dalla somma aritmetica dell’attività svolta dalle tre cantine sociali negli ultimi 5 anni, con Prato collocata a 122.000 quintali, Arceto a 116.000 quintali e Nuova di Correggio a 98.000.“Più di un quarto della produzione reggiana – spiegano Lasagni e Tamburini– sarà così concentrata in un’unica struttura (“Emilia Wine” il nome della nuova società), rafforzando decisamente la capacità di incidenza sui mercati e, al tempo stesso, perseguendo la via della ulteriore specializzazione degli impianti produttivi oggi in capo alle tre cantine che hanno dato vita al progetto”.Tutte le strutture di Prato, Correggio e Arceto, infatti, resteranno in funzione, concentrando su una (ad Arceto) la lavorazione dei lambruschi, mentre per le altre si punterà decisamente sul “rossissimo”, uno dei prodotti più richiesti dal mercato per arricchire naturalmente altri vini di grado e colore, ma più in generale utilizzato dall’industria alimentare e cosmetica per le sue proprietà e la sua particolare pigmentazione.“Dopo le crescite, le unificazioni e i grandi investimenti tecnologici che in questi anni hanno caratterizzato la vita di tutta la cooperazione vitivinicola reggiana – proseguono gli esponenti di Confcooperative e Legacoop – si compie ora un nuovo importante passo in avanti per la valorizzazione dei nostri vini sui mercati, dopo che esattamente tre anni fa – per iniziativa di 6 cantine sociali – era nato il Consorzio “Cantine dell’Ancellotta”.“Il nuovo gruppo vitivinicolo – osservano Lasagni e Tamburini – è dunque il frutto di una cultura sempre più orientata all’aggregazione che nell’ultimo decennio ha cambiato il volto della realtà agroalimentare cooperativa reggiana, portando a concentrazioni fortemente orientate al mercato che hanno investito sia il comparto vitivinicolo che il lattiero-caseario”. “Agli amministratori e ai presidenti delle tre cantine (Davide Frascari per Arceto, Italo Veneri per Nuova di Correggio e Renzo Zaldini per Prato) – sottolineano gli esponenti di Confcooperative e Legacoop – va dunque il merito di avere perseguito con impegno questo obiettivo, raggiunto dopo tre anni di lavoro”.“A beneficiare della nuova integrazione – concludono Lasagni e Tamburini – saranno innanzitutto i circa 700 produttori direttamente coinvolti (e che per il 95% hanno dato l’assenso alla fusione), ma più in generale sarà un settore che, grazie ad un contemporaneo intervento su dimensioni e qualità, si posiziona sicuramente tra le espressioni d’eccellenza del lavoro della cooperazione agroalimentare italiana e rappresenta una fondamentale fonte di reddito per circa 4.000 produttori agricoli”.

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