Confapi pmi Reggio Emilia: i risultati dell’indagine congiunturale trimestrale: LA CRISI C’E’


REGGIO EMILIA 11 APRILE Confapi pmi Reggio Emilia, che associa oltre 500 aziende della nostra provincia, ha raccolto i dati emersi dalla consueta indagine congiunturale trimestrale riferita ai mesi di gennaio – marzo 2012. Il campione indagato è di 100 aziende associate, appartenenti ai maggiori settori produttivi. Situazione al termine del I° trimestre 2012Analizzando i dati raccolti da Confapi pmi Reggio Emilia riferiti al primo trimestre del 2012 la produzione risulta stabile per il 40%% (-10% rispetto al trimestre precedente), in diminuzione per il 41% (+1%) e in aumento per il 19% (+9%) del campione indagato.Gli ordinativi del quarto trimestre sono in diminuzione per il 43% (-6%), stabili per il 37% (-5%) e in aumento per il 20% (+11%) . II mercato interno registra i peggiori dati congiunturali a conferma dell’andamento del trimestre precedente anche se in notevole miglioramento: stabilità per il 35%, diminuzione del 48% e un aumento del 17%. Il dato migliore si registra sui mercati esteri dell’area Extra UE con un +22% degli ordini. Il fatturato risulta stabile per il 41% delle aziende intervistate (-8%), in diminuzione per il 42% (-6%) e in aumento per il 17% (+2).Gli effetti della crisi continuano ad intaccare i livelli occupazionali anche se con minore aggressività: stabilità per il 79% delle aziende del campione, diminuzione per il 16% e aumento per il 5%. A questo quadro va aggiunto anche il fenomeno degli ammortizzatori sociali che ha interessato il 30% delle aziende intervistate.I livelli di scorte di materie prime e beni intermedi vengono dichiarati appropriati dall’80% del campione e i prodotti finiti si attestano su un 67% che li ritiene adeguati.In materia di credito il 33% delle aziende ha sottolineato come l’accesso ai finanziamenti sia diminuito. Le altre indicazioni che emergono sul tema parlano di un 41% che dichiara un aumento del debito a breve, un dato che, nel caso di quello a medio-lungo termine, tocca +14%, a cui si aggiunge un 16% che indica di aver fatto maggior ricorso all’autofinanziamento.Il processo di erosione dei margini operativi continua ad essere presente: il 58% delle imprese dichiara un utile lordo in diminuzione, stabile per il 41% e in aumento per l’1%. La voce investimenti vede il 60% degli imprenditori che vi dedicano risorse. Le voci più gettonate su cui sono state concentrate le attenzioni sono state: 32% impianti, 27% ricerca e 14% pubblicità. Tendenze previste per il II° trimestre 2012Le previsioni riferite al periodo aprile – giugno 2012 tracciano questa fotografia: diminuzione degli ordinativi attesa per il 27% (-25%), stabilità per il 47% (+11%), aumento per il 26% (+14%). Anche in questo caso i mercati che offrono più chance sono quelli stranieri: Extra UE +24%. Il fatturato atteso è in diminuzione per il 24%, stabile per il 51% e in aumento per il 25%. Il dato riguardante gli investimenti prevede un’intenzione di aumentarli che riguarda solo il 29% degli intervistati. I livelli occupazionali sono dati stabili nel 77% dei casi, in diminuzione nel 20% dei casi e in aumento del 3%. Nel prossimo trimestre sarà il 28% delle imprese ad utilizzare ancora gli ammortizzatori sociali.Tabelle Indagine Congiunturale Confapi pmi Reggio Emilia I trimestre 2012Andamento degli ordinativi mercato interno – I trimestre 2012Aumento 17%Stabile 36%Diminuzione 47%(fonte: Confapi pmi Reggio Emilia)Andamento degli ordinativi mercato UE – I trimestre 2012Aumento 16%Stabile 52%Diminuzione 32%(fonte: Confapi pmi Reggio Emilia)Andamento degli ordinativi mercato Extra UE – I trimestre 2012Aumento 22%Stabile 52%Diminuzione 26%(fonte: Confapi pmi Reggio Emilia)Tendenza del fatturato mercato interno – II trimestre 2012Aumento 24%Stabile 48%Diminuzione 28%(fonte: Confapi pmi Reggio Emilia)Tendenza del fatturato mercato Extra UE – II trimestre 2012Aumento 16%Stabile 64%Diminuzione 20%(fonte: Confapi pmi Reggio Emilia)Commento di Cristina Carbognani,Presidente Confapi pmi Reggio Emilia,all’Indagine Congiunturale La crisi che dal 2008, con fasi alterne, non ha mai dato tregua è arrivata a minacciare anche la continuità delle imprese più strutturate, in particolare con la stretta creditizia degli ultimi mesi.La situazione anche internazionale non lascia ben sperare per il proseguo, e purtroppo ad oggi non sono ancora emersi elementi che lascino intravedere interventi per la crescita.E’ indispensabile però muoversi in tempi brevi, accorciando i tempi della concertazione, per mettere mano ad un pacchetto di interventi urgenti che sostengano le imprese e soprattutto indirizzino verso la ripresa, prima che anche le imprese innovative, che hanno mercati di sbocco fuori dal nostro Paese, risentano degli effetti perversi dei mancati pagamenti nel mercato interno che già, tra le altre concause, stanno definitivamente affondando le realtà del nostro territorio.Le riforme che sono state introdotte o annunciate non paiono al momento né risolutive né tanto meno anche solo sufficienti per sostenere le nostre pmi, alle prese con i ritardi nei pagamenti in primo luogo della Pubblica Amministrazione, con la sempre presente burocrazia, con le tensioni nelle relazioni industriali, con la contrazione del credito, con il crollo della domanda interna.I gesti estremi che molti colleghi imprenditori hanno compiuto devono far riflettere e dare la spinta necessaria per avviare una nuova stagione di impegno comune, con segnali concreti e non solo esercizi di stile.

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