convegno dei commercialisti di Reggio Un nuovo ruolo per imprese e professionisti nella gestione della crisi


REGGIO EMILIA 11 OTTOBRE L’ottava edizione del convegno nazionale in tema di materia fallimentare organizzato dall’Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Reggio Emilia si è svolto nella cornice dell’Auditorium “Centro Malaguzzi” gremito di ospiti da tutta Italia. L’appuntamento del 2012, dal titolo “I nuovi strumenti di sostegno alle imprese in crisi”, ha affrontato i temi caldi della crisi con un’ottica propositiva e risolutiva. Al centro dell’appuntamento il ruolo del professionista e dell’impresa come protagonisti della ripresa e la riformata norma concorsuale tra i cui obiettivi principali riveste particolare importanza quello di favorire la procedura di composizione negoziale della crisi d’impresa attraverso nuovi strumenti giuridici. In questo contesto il ruolo dei “professionisti d’impresa” viene particolarmente responsabilizzato: con il recente decreto Sviluppo, che si applica dal 11 settembre 2012, la figura dell’attestatore in particolare viene ad assumere un’importanza centrale nell’intera procedura di ristrutturazione.I requisiti individuali del consulente, acquisiti attraverso l’esperienza operativa, determinano quindi il suo ruolo “centrale” nell’intera gestione del risanamento come evidenziato dagli interventi della giornata. A sviluppare il tema la relazione di Giulia Pusterla, membro del Consiglio Nazionale con delega all’area della crisi e risanamento d’impresa, che pone l’accento sulla delicata e decisiva funzione che questo ruolo comporta. «Noi professionisti abbiamo il compito di diffondere una nuova cultura d’impresa che spinga l’imprenditore a far emergere tempestivamente la situazione di crisi, quando questa è ancora concretamente risolvibile. Mario Monti – chiosa Giulia Pusterla – ha recentemente detto che vede la luce in fondo al tunnel; credo che spetti alle imprese italiane e a noi professionisti accendere questa luce».Particolare attenzione è stata dedicata alle ultime normative applicabili nei più recenti istituti giuridici finalizzati alla ristrutturazione, anche con riferimento ai delicati e complessi meccanismi che regolano il sostegno finanziario per le imprese che affrontano una fase di turnaround. Le recentissime innovazioni normative introdotte dal decreto Sviluppo, anche in termini processuali, consentono riferimenti giuridici di maggiore precisione nella gestione di concordati “con riserva” o “con continuità aziendale”, arricchendo al contempo il ruolo di estrema professionalità cui è chiamato l’attestatore. Tali percorsi sono stati illustrati da Lorenzo Stanghellini e da Ilaria Pagni dell’Università di Firenze, e da Luca Mandrioli, presidente della commissione Crisi e risanamento d’impresa del CNDCEC.Il punto di vista degli istituti di credito è stato presentato al convegno da Giovanni Staiano, responsabile del Settore Legale dell’ABI.Giovanni Fanticini, giudice del Tribunale di Reggio Emilia, è invece intervenuto sulle specificità, nell’istituto del “Trust”, dei vincoli di destinazione ed “effetti protettivi” funzionali alla predisposizione dei “Piani di ristrutturazione” dell’impresa.«Il professionista oggi – dichiara Pietro Cantarelli, presidente dell’ODCEC di Reggio Emilia – conferma sempre più il suo ruolo di attore decisivo nella vita dell’impresa, e conseguentemente, della società durante questa crisi. Parlare di ripresa, soprattutto da questa città e in questo periodo, è necessario; dobbiamo incentivare il confronto e la veicolazione delle conoscenze perché gli strumenti a disposizione nostra e delle imprese vengano conosciuti e utilizzati».«Come abbiamo ribadito più volte – prosegue Bruno Bartoli, presidente della commissione di studio Crisi e risanamento d’impresa dell’ODCEC di Reggio Emilia – ormai da troppi anni i professionisti sono chiamati ad intervenire con sempre maggiore intensità a fianco degli imprenditori nella gestione di una crisi economica sempre più preoccupante. Mai come in questi ultimi anni il legislatore è intervenuto inserendo nuovi percorsi giuridici finalizzati a fornire strumenti idonei, per quanto possibile, al mantenimento ed allo sviluppo di quelle buone potenzialità d’impresa là dove, in situazione di crisi aziendale, siano realizzabili concrete ristrutturazioni». Il coordinamento scientifico e la moderazione del convegno sono stati affidati a Sido Bonfatti, presidente del Centro Studi di Diritto Fallimentare di Modena e docente all’Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia.

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