CONFAPI PMI REGGIO ECCO LA NUOVA ANALISI CONGIUNTURALE


REGGIO EMILIA 11 OTTOBRE Confapi pmi Reggio Emilia, che associa oltre 500 aziende della nostra provincia, ha raccolto i dati emersi dalla consueta indagine congiunturale trimestrale riferita ai mesi di luglio-settembre 2011. Il campione indagato è di 100 aziende associate, appartenenti ai maggiori settori produttivi. Situazione al termine del III° trimestre 2011Analizzando i dati raccolti da Confapi pmi Reggio Emilia riferiti al secondo trimestre del 2011 la produzione risulta stabile per il 53% (+13% rispetto al trimestre precedente), in diminuzione per il 27% (+14%) e in aumento per il 20% (-27%) del campione indagato.Gli ordinativi del quarto trimestre sono stabili per il 52% (+7%), in discesa per il 30% (+13%) e in aumento per il 18% (-20%) . II mercato interno registra stabilità per il 50%, una diminuzione del 36,5% e un aumento del 13,5%. Il dato migliore si registra sui mercati esteri dell’area Extra UE con un + 24% degli ordini. Il fatturato risulta stabile per il 51% delle aziende intervistate, in diminuzione per il 31% e in aumento per il 18%.Gli effetti della crisi continuano a farsi sentire sui livelli occupazionali che registrano: stabilità per il 77% delle aziende del campione, diminuzione per il 13% e aumento per il 10%. A questo quadro va aggiunto anche il fenomeno degli ammortizzatori sociali che ha interessato il 14% delle aziende intervistate.I livelli di scorte di materie prime e beni intermedi vengono dichiarati appropriati dal 77% del campione e i prodotti finiti si attestano su un 62% che li ritiene adeguati.In materia di credito il 23% delle aziende ha sottolineato come l’accesso ai finanziamenti sia diminuito. Le altre indicazioni che emergono sul tema parlano di un 28% che dichiara un aumento del debito a breve, un dato che, nel caso di quello a medio-lungo termine, tocca +6,5%, a cui si aggiunge un 19% che indica di aver fatto maggior ricorso all’autofinanziamento.Il processo di erosione dei margini operativi continua ad essere presente: il 57% delle imprese dichiara un utile lordo stabile, in diminuzione nel 23% dei casi e in aumento per il 5%. La voce investimenti vede il 55% degli imprenditori che vi dedicano risorse. Le voci più gettonate su cui sono state concentrate le attenzioni sono state: 33% impianti, 27% ricerca e 20% organizzazione. Tendenze previste per il IV° trimestre 2011Le previsioni riferite al periodo ottobre-dicembre 2011 tracciano questa fotografia: stabilità degli ordinativi attesa per il 56% (-4%), diminuzione che toccherà il 33% (+9%), aumento per l’11% (-5%). Anche in questo caso i mercati che offrono più chance sono quelli stranieri: Extra UE +12%. Il fatturato atteso è stabile per il 53%, in aumento per il 10,5% e in diminuzione per il 6,5%. Peggiora di ben 27 punti il dato degli investimenti con l’intenzione di aumentarli che riguarda solo il 28% degli intervistati. I livelli occupazionali sono dati stabili nel 79% dei casi, in diminuzione nel 18% dei casi e in aumento del 3%. Nel prossimo trimestre sarà il 20% delle imprese ad utilizzare ancora gli ammortizzatori sociali.Tabelle Indagine Congiunturale Confapi pmi Reggio Emilia III trimestre 2011Andamento degli ordinativi mercato interno – III trimestre 2011Aumento 13,5%Stabile 50%Diminuzione 36,5%(fonte: Confapi pmi Reggio Emilia)Andamento degli ordinativi mercato UE – III trimestre 2011Aumento 15%Stabile 57%Diminuzione 28%(fonte: Confapi pmi Reggio Emilia)Andamento degli ordinativi mercato Extra UE – III trimestre 2011Aumento 24%Stabile 56%Diminuzione 20%(fonte: Confapi pmi Reggio Emilia)Tendenza del fatturato mercato interno – IV trimestre 2011Aumento 11%Stabile 48%Diminuzione 41%(fonte: Confapi pmi Reggio Emilia)Tendenza del fatturato mercato Extra UE – IV trimestre 2011Aumento 12%Stabile 60%Diminuzione 28%(fonte: Confapi pmi Reggio Emilia)Commento di Cristina Carbognani,Presidente Confapi pmi Reggio Emilia,all’Indagine CongiunturaleLe premesse c’erano tutte e i dati che Confapi ha raccolto tra le proprie associate non fanno che testimoniare quello che da mesi era il sentiment che serpeggia nell’imprenditoria locale: la tanto sospirata ripresa non ha caratteri di stabilità e soprattutto ha riguardato solo alcuni settori. L’andamento degli ordini risulta ancora instabile, e non consente una programmazione dell’attività aziendale tale da garantire tranquillità sull’occupazione.Tutti gli indicatori riportano segnali al ribasso e non fanno ben sperare anche per il 2012. Le tensioni dei mercati finanziari internazionali che ogni giorno alternano picchi e discese a seconda delle notizie che derivano dalle agenzie di rating e dai rischi di default americano e di diversi paesi europei destabilizzano il quadro economico portando gravi danni anche all’economia reale in cui ci troviamo ad operare.A questo contesto si accompagna l’autoreferenzialità della politica che pare procedere senza avere chiare le priorità del Paese.Il richiamo al senso di responsabilità da parte del Presidente della Repubblica pare caduto nel vuoto, ed in questo contesto gli imprenditori continuano a sentirsi soli, impegnati in tempo reale a dover garantire la sopravvivenza delle proprie aziende alle prese quotidianamente con burocrazia, perdita di competitività e una pressione fiscale insostenibile.Si parla in più sedi e a più voci di un piano per la crescita, ma le imprese sono stanche di sentir gridare slogan privi di contenuto che non hanno ricadute tempestive e concrete nella gestione della propria attività.E’ tempo di smettere le logiche di steccato e di remare insieme per uscire dalle secche prima che sia troppo tardi e il sistema imploda.

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