NASCE “EDILI REGGIO EMILIA – CASSA”, IL NUOVO ENTE BILATERALE DI MUTUALITA’ E ASSISTENZA PER IL SETTORE EDILE


reggio emilia 11 gennaio Dopo 50 anni di coesistenza sul territorio, la Cassa Edile (Cassa delle imprese edili che applicano il contratto collettivo nazionale ANCE – Confindustria e ANEAPA Confartigianato – FeNEAL UIL, FILCA CISL e FILLEA CGIL) e la CEMA (Cassa delle imprese che applicano il contratto collettivo nazionale Legacoop e Confcooperative, ANIEM – Confapi e CNA Costruzioni – FeNEAL UIL, FILCA CISL e FILLEA CGIL) hanno fatto il passo definitivo verso l’unificazione.L’accordo politico, che ha concretizzato una scelta evocata da anni, è stato sottoscritto in data 18 ottobre 2012 tra le parti sociali rappresentate da tutte le Associazioni dei datori di lavoro e dalle Associazioni sindacali territoriali edili FeNEAL UIL, FILCA CISL e FILLEA CGIL.Nei giorni scorsi è stato sottoscritto dai due presidenti, Maurizio Del Rio e Giampiero Bondi, l’atto notarile finale che fissa al 1 gennaio 2013 la cessazione dei due Enti esistenti e la nascita della nuova Cassa Edile unica denominata “Edili Reggio Emilia – Cassa” – Ente Bilaterale di Mutualità e Assistenza.Le Casse Edili, enti paritetici di emanazione contrattuale, svolgono storicamente una funzione strategica nella tutela delle componenti salariali differite (Gratifica natalizia, Ferie e Anzianità) in un settore come quello edile, frammentato in migliaia di imprese, caratterizzato dalla incessante variazione del luogo di lavoro (il cantiere) e da salari basati sulla retribuzione oraria; esse vengono raccolte dalle imprese, gestite ed erogate ai lavoratori. A questo si aggiungono i sussidi economici per lo studio e per le spese di tipo sanitario.Negli ultimi anni le Casse Edili sono state chiamate ad un ruolo pubblico con il compito di intervenire nelle procedure di controllo della legalità e del rispetto dei contratti di lavoro negli appalti pubblici e privati attraverso l’emissione dei DURC per tutti i soggetti che operano all’interno dei cantieri edili.L’edilizia, come è oramai noto, sta ancora attraversando una crisi profonda i cui effetti devastanti rischiano di sgretolare un intero settore. In Emilia‐Romagna, nei cinque anni compresi tra il 2008 e il 2012, secondo le stime delle associazioni di riferimento il settore delle costruzioni chiuderà con una perdita di un quarto della produzione (‐24,9%), vale a dire 4,1 miliardi di euro. Ciò ha determinato effetti sull’occupazione pesantissimi: 51.700 occupati persi nelle costruzioni in Emilia‐Romagna tra la fine del 2008 e il terzo trimestre del 2011.Anche per questo motivo, la scelta di unificare gli Enti Bilaterali corrisponde ad una necessaria razionalizzazione della gestione e delle professionalità, che si concretizzerà in un miglior servizio alle imprese oltre che a maggiori risorse mutualistiche a sostegno della tutela dei lavoratori. Un gruppo tecnico è già al lavoro per predisporre una proposta di nuova struttura e nuovo sistema organizzativo che preveda l’utilizzo di tutto il personale dipendente delle due strutture.Oltre a rappresentare un obiettivo politico di indubbio valore, questa unificazione avvia un percorso di ottimizzazione delle risorse sempre più impellente per fronteggiare questa fase di profonda difficoltà economica e sociale.Si tratta di un segnale forte che, attraverso il modello “bilaterale” dell’Ente, punta alla crescita della collegialità e della condivisione tra gli operatori, elementi indispensabili per il governo di un settore, quello edile, per sua natura molto difficile e frammentato.

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