CNA REGGIO- IL FARE RETE AL CENTRO DEL SEMINARIO CNA “RETI D’IMPRESA: OPPORTUNITÀ E CASI CONCRETI”


REGGIO EMILIA 10 GIUGNO Ha suscitato grande interesse il seminario “Reti d’impresa: opportunità e casi concreti”, mai così importante a fronte di una crisi che da oltre due anni attanaglia l’economia mondiale. Promosso da CNA Reggio Emilia in collaborazione con CNA Innovazione e Camera di Commercio ha richiamato nella sede provinciale CNA di via Maiella decine di piccoli e medi imprenditori che hanno assistito a tre interessanti ore di approfondimento sulle Reti d’Impresa. A introdurre i lavori è stato il saluto del presidente provinciale di CNA Tristano Mussini, che ha richiamato l’attenzione di tutti sul cambiamento, accentuato dalla crisi, avvenuto negli ultimi anni nel mondo delle imprese, “che richiede un altrettanto deciso cambiamento da parte delle imprese stesse: la Rete è lo strumento che può consentire ai piccoli-medi imprenditori di fare il grande passo in avanti”.I lavori sono culminati nelle testimonianze di due imprenditori impegnati da anni in progetti di Rete d’Impresa. Mauro Gherardi, titolare della ditta O.A.S.S. di Monteveglio di Bologna, referente della rete Avrio Tecnology che si occupa di energie rinnovabili, ricerche e sviluppo, e Massimiliano Taroni, responsabile commerciale della Fonderia Taroni di Alfonsine, Ravenna, referente della rete Alunetwork dedicato allo sviluppo di Idee in alluminio su commessa, hanno evidenziato vantaggi e difficoltà dell’unire diverse attività passando dalla visione di imprenditori competitori ad alleati.Il seminario è stato ben strutturato su tre step approfonditi da altrettanti esperti: Stefano Galli, consulente di marketing e organizzazione ha approfondito “I vantaggi e gli svantaggi della Rete d’Impresa”, Roberto Montagnani, avvocato cassazionista consulente di CNA regionale Emilia Romagna, ha proseguito con “Gli aspetti giuridici: contratto di rete, ATI, consorzi” e Carlotta Lanzini, responsabile Area Servizi CNA Innovazione, ha presentato i Bandi Regionali in uscita dedicati a Reti d’impresa e a innovazione tecnologica di processo e di prodotto. “La questione fondamentale è superare la diffidenza dettata dalla logica di mercato del tutti contro tutti e decidere se vogliamo davvero fare Rete – ha detto Stefano Galli entrando nel vivo dello spirito delle Reti d’Impresa – troppo spesso ci si limita a vedere la rete come una somma dei fatturati mentre si tratta un progetto unitario di business. Per prima cosa bisogna individuare le proprie esigenze e capire se fidarsi dello schema di Rete compiendo un grande sforzo culturale, con un manager di Rete che permetterà davvero di ottimizzare i ricavi”“Un Contratto di Rete è uno strumento giuridico per dare sostanza alle esigenze delle imprese – ha spiegato l’avvocato Roberto Montagnani – esiste dal 2009, anno in cui è entrata in vigore della legge 33 poi ritoccata nel 2010 con la legge 122 del 2010, ed è un contratto che nasce tra due o più imprenditori, concluso con atto pubblico o scrittura privata autenticata, con passaggio finale alla Camera di Commercio per la registrazione nel registro delle imprese. Nasce dalla condivisione del desiderio di incrementare competitività e capacità di innovazione, è uno strumento nato per le piccole-medie imprese che singolarmente non avrebbero possibilità di aggredire il mercato per affrontare sfide troppo onerose o troppo pesanti da un punto di vista organizzativo”. E’ spettato a Carlotta Lanzini il compito di entrare nel vivo dei Bandi pubblicati dalla Regione a favore delle Reti d’Impresa. Il primo, uscito il 1º giugno e dedicato all’innovazione tecnologica, prevede un contributo in conto capitale fino al 50% delle spese sostenute per progetti da 75mila euro minimo per macchinari, attrezzature e impianti ad alto contenuto di innovazione tecnologica, hardware e software, licenze per brevetti e/o software da fonti esterne, spese impiantistiche per la realizzazione di una rete telematica e informatica, consulenze amministrative e consulenze esterne specialistiche. L’esperta di CNA Innovazione è passata poi a illustrare nel dettaglio il Bando regionale per l’Internazionalizzazione rivolto esclusivamente a Contratti di Rete o Ati già costituite che intendano penetrare mercati UE o extra UE. “Il finanziamento regionale, di 200 euro massimo, copre fino al 50% delle spese – ha detto la Lanzini – è un bando a sportello unico che chiuderà il 30 settembre: anche i questo caso è fondamentale informarsi nel dettaglio per poter accedere all’importante contributo. Sono occasioni da non perdere”.

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