confcooperative reggio emilia COOPERATIVE A PIU’ VELOCITA’, MA TIENE L’OCCUPAZIONE


reggio emilia 1 agosto Continua a viaggiare a più velocità il sistema di imprese che fa capo a Confcooperative. Unici dati comuni, tra i diversi settori, è un’occupazione che continua a reggere (anche se nel lavoro e servizi, in particolare, gli elementi di tenuta si fanno più fragili in prospettiva), un fatturato che nella prima parte del 2013 è generalmente migliorato rispetto allo stesso periodo del 2012 e una “prova di rilancio” sugli investimenti che, dopo aver contraddistinto il primo quadrimestre 2013, si manterrà anche per i prossimi mesi, seppure con qualche rallentamento rispetto al periodo gennaio-aprile.“Una cooperazione che resiste, investe diversifica le attività (ed è emblematica, al proposito, la crescente presenza delle coop sociali sul mercato privato) e non arretra sul fronte del lavoro– sottolinea il presidente della Confcooperative, Giuseppe Alai – ma che attende con urgenza alleggerimenti burocratici, nuove politiche di welfare e il ripristino di condizioni di leale concorrenza, soprattutto laddove (in particolare nei servizi) continuano a registrarsi fenomeni di dumping contrattuale che alimentano le irregolarità e schiacciano il valore del lavoro”.Dai dati della congiunturale della centrale cooperativa spicca, ancora una volta, la tenuta dell’agroalimentare (con il miglior andamento, oggi, per il comparto vitivinicolo, associato alla stabilità del lattiero-caseario), dove però si segnala, l’aumento (e siamo al 13,3%) delle aziende che prevedono una diminuzione del portafoglio ordini; all’opposto, un 20% (era il 14,7% nell’indagine precedente) che prevede nuovi incrementi.A contrapporsi a questo andamento, i dati riguardanti il comparto del lavoro e dei servizi. Sebbene in questo settore il primo quadrimestre 2013 si sia chiuso meglio del previsto (il 30,7% delle cooperative ha segnalato un lieve aumento del fatturato, contrariamente a previsioni che mantenevano questa percentuale al di sotto delle due cifre), resta un 53,8% di imprese che sconta un calo dei valori. “Un po’ meglio di quelle previsioni che parlavano di un calo per il 61% delle aziende – sottolinea il presidente di Confcooperative, Giuseppe Alai – che però nulla toglie alla gravità della situazione del comparto, anche alla luce del fatto che – specie nelle costruzioni e nella logistica – anche le aziende meglio strutturate scontano difficoltà”.Una crisi che si ripercuote anche sui tempi di incasso delle cooperative e, conseguentemente, sulla liquidità delle imprese. Anche in questo caso, alla buona situazione dell’agroalimentare (80% di pagamenti puntuali), del turismo, cultura e sport (pagamenti puntuali nel 66,6% dei casi), fa riscontro la maggiore difficoltà delle cooperative sociali e delle imprese di lavoro e servizi, che scontano ritardi con oltre la metà dei clienti (52% per le coop sociali e 61% quelle del lavoro e servizi) e, in particolare, con gli enti pubblici.E’ proprio così che si spiega, in gran parte, lo stato della liquidità delle cooperative, che appare in peggioramento per il 41% delle imprese (8 punti in più rispetto ad un anno fa), con un picco del 54,5% nel comparto del lavoro e servizi), così come il rapporto con il sistema di credito, che risulta peggiorato sia per quel che riguarda la disponibilità di credito che le richieste di garanzie”.Ciò nonostante, nelle imprese aderenti a Confcooperative resta buono il saldo occupazionale; sebbene nel sociale e nel lavoro e servizi si tema un peggioramento, il ricorso agli ammortizzatori sociali, infatti, coinvolge oggi circa 400 lavoratori su oltre 16.000, e l’86,2% delle cooperative parla di stabilità e lievi incrementi dei livelli occupazionali.

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