TUTTO ESAURITO AL MEETING LEGACOOP REGGIO SUI CONTROLLI DEI FLUSSI FINANZIARI


REGGI0 EMILIA 2 GENNAIO Grande successo del convegno organizzato oggi al Classic Hotel da Legacoop Reggio Emilia su un tema di grande attualità e della massima importanza per le imprese e gli enti pubblici. Si è infatti parlato dei nuovi obblighi di tracciabilità dei flussi finanziari per appalti, subappalti, servizi, forniture e finanziamenti pubblici, introdotti dalla Legge 13 agosto 2010, n.136, e cioè il “Piano straordinario antimafia”. Oltre 350 i partecipanti all’iniziativa, provenienti da tutta la regione ma anche dal Piemonte, dal Veneto, dal Friuli Venezia Giulia e dal Lazio.Ha aperto i lavori Francesco Malpeli, direttore generale di Legacoop Reggio Emilia, che ha sottolineato innanzitutto l’impegno della cooperazione per contrastare le infiltrazioni mafiose e l’illegalità nell’economia. “Proprio con questo convegno vogliamo testimoniare la nostra attenzione alle disposizioni contenute nella legge. E’ un provvedimento molto importante e condivisibile, che però va capito e interpretato dalle imprese per essere il più efficace possibile”. Le relazioni introduttive sono state svolte da Lorenza Ponzone, dirigente dell’Ufficio Regolazione dell’Autorità per la Vigilanza sui Contratti Pubblici (Avcp), da Maria Luisa Santoro, sempre dell’Avcp, e da Roberto Labanti, responsabile del Servizio Economico e Finanziario dell’Ausl Modena. E’ intervenuto anche Luigi Monari, responsabile del Servizio assistenza fiscale e societaria di Legacoop Reggio Emilia.Le conclusioni sono state affidate a Bruno Busacca, responsabile delle Relazioni Istituzionali di Legacoop Nazionale. “Le cooperative – ha detto Busacca – vogliono applicare questa importante normativa. D’altra parte la legalità nell’economia è il presupposto perché le imprese possano operare nella massima trasparenza e con una concorrenza non drogata, particolarmente nel settore degli appalti pubblici, e quindi la “ratio” della Legge 136 è chiarissima. Ma chiediamo anche una intelligente opera di semplificazione delle norme, per mettere in grado le imprese di applicarle senza appesantirne l’organizzazione”. Infatti la complessità del provvedimento, e le difficoltà interpretative rilevate dalla stessa Avcp, rischiano di sommarsi ai già gravi problemi innescati dal ritardo dei pagamenti pubblici.Nelle relazioni è stata affrontata la complessa articolazione della Legge 136, e in particolare le determinazioni 8 e 10 dell’Autorità di Vigilanza, la filiera delle imprese coinvolte, i soggetti interessati, le amministrazioni aggiudicatrici, le disposizioni interpretative e integrative, gli appalti pubblici, i subappalti, gli appalti esclusi, i contratti diversi dagli appalti, le concessioni, i pagamenti destinati a dipendenti, i pagamenti a favore di gestori e fornitori di pubblici servizi, gli adempimenti della stazione appaltante; gli adempimenti degli appaltatori; il processo di fatturazione e il processo di pagamento.Al convegno hanno partecipato anche il questore di Reggio Emilia Domenico Savi, il viceprefetto Adriana Cogode, il maggiore Vittorio Boccia dei Carabinieri e il presidente della Camera di Commercio Enrico Bini.

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