PARMIGIANO REGGIANO – ASSEMBLEE SUL DISCIPLINARE


REGGIO EMILIA 1 FEBBRAIO Si sono avviate a Castelnovo ne’ Monti (RE), e proseguiranno in tutto il comprensorio di produzione, gli incontri con i caseifici promossi dal Consorzio del Parmigiano-Reggiano per l’approfondimento delle modifiche del disciplinare di produzione sulle quali a metà dicembre – e dopo sette anni di attesa e di sollecitazioni – si è registrato il via libera da parte dell’Unione Europea.Un ciclo di confronti – spiega il presidente del Consorzio, Giuseppe Alai – che fa parte delle azioni di accompagnamento e di sostegno alle imprese per l’applicazione di riforme che chiamano i produttori a nuovi rilevanti impegni a beneficio dei consumatori e dell’ulteriore affermazione della qualità e del legame tra prodotto e territorio”.Tre le sostanziali novità di rilevante interesse per i consumatori che sono al centro degli incontri di questi giorni. La prima riguarda appunto il confezionamento del prodotto, che dovrà avvenire all’interno della zona d’origine: al di fuori del comprensorio di produzione il confezionamento potrà avvenire solo ed esclusivamente nel punto vendita, ostacolando in tal modo qualunque manipolazione impropria del prodotto ad esclusivo beneficio del consumatore e rafforzando l’efficacia delle azioni di vigilanza e tutela.Un discorso analogo vale per la modifica riguardante la produzione di latte destinato alla trasformazione in Parmigiano-Reggiano: le bovine provenienti da altre filiere produttive (estero, latte alimentare o altri formaggi) dovranno osservare quattro mesi di “quarantena” prima che il loro latte sia utilizzato nei caseifici, e in questo periodo dovranno essere alimentate conformemente alle norme del regolamento di alimentazione previsto dal Consorzio di tutela. “Una misura cautelativa importante – osserva Alai – per evitare l’inserimento, nella filiera del Parmigiano-Reggiano, di bovine che potrebbero essere state alimentate con prodotti non previsti o espressamente vietati dal disciplinare, quali, ad esempio, prodotti insilati, di cui è vietato non solo l’uso, ma anche la detenzione”.Il terzo elemento di novità riguarda l’innalzamento della quota di foraggio che dovrà essere prodotta all’interno dei singoli allevamenti, che passa dal 35 al 50%. “Il legame fra prodotto, territorio e singola azienda – sottolinea Alai – si fa ancora più stretto: pur rimanendo inalterato il fatto che il 75% del foraggio deve provenire dal comprensorio di produzione, aumenta in sostanza il livello di autoapprovvigionamento degli allevamenti, che assumono così un impegno ancor più rilevante nel lungo percorso di innalzamento costante della qualità, della sua tutela e valorizzazione”.Oggi, martedì 1° febbraio, si riuniranno alle 10,30 i produttori reggiani alla sala convegni dell’Ente Fiera; mercoledì 2 febbraio è in programma l’incontro a Mantova all’Ente Fiera Gonzaga alle 10,30 e alla Borsa merci di Viale Virgilio a Modena alle 10,00; il 3 e il 4 febbraio l’appuntamento è nella sezione consortile di Parma alle 10,30, mentre il 7 l’approfondimento si terrà alle 10,30 a Langhirano nella Sala polivalente della Comunità Montana; il 9 febbraio è prevista a riunione dei produttori bolognesi nel Municipio di Vergato alle 10,30; il 19 febbraio, infine, di nuovo in scena i produttori modenesi, con un incontro previsto alle 10,00 a Pavullo nella sede della Comunità Montana.

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