Rdb, l’incontro al ministero non allontana la crisi


PIACENZA, 16 SET. 2011 – "L’azienda non ha portato un piano industriale con una reale prospettiva di sviluppo, ma soltanto una serie di informazioni che non bastano a fare chiarezza sul destino produttivo dell’Rdb". Ecco, nelle parole della parlamentare piacentina del Pd Paola De Micheli, la spiegazione della fumata nera con cui si è concluso ieri il tavolo per la crisi del gruppo latterizio. Millecento lavoratori che attendevano un piano di rilancio, un passo avanti rispetto alla paventata chiusura di 7 stabilimenti in cui 500 di loro sono impiegati. Ma che sono rimasti a bocca asciutta. "Davanti al sottosegretario Stefano Saglia – fa notare De Micheli – la proprietà di fatto era assente, essendo l’azienda rappresentata dal solo amministratore delegato Renzo Arletti", che ha rinviato ai dati del "bilancio semestrale del gruppo, che non possono certo offrire una prospettiva di rilancio e crescita. In questa nota si conferma la vendita di Hebel, ma si fa cenno all’esigenza di chiudere sette stabilimenti Rdb, con la perdita del posto di lavoro per circa 500 persone: trovo assolutamente deludente e offensivo che la proprietà sia giunta a queste conclusioni senza alcun confronto preventivo con le parti sociali e con il Governo, che aveva convocato questo tavolo". "Sempre secondo quanto ci è stato comunicato, si renderà necessario un aumento di capitale, ma non è ancora ben chiaro chi, fra gli attuali e potenziali soci, sia realmente interessato a questa operazione. Vista l’inadeguatezza della risposta fornita dalla proprietà, il Governo si è impegnato a riconvocarla insieme alle banche nei prossimi giorni, per ottenere maggiori chiarimenti e garanzie sul futuro produttivo e sul piano di riorganizzazione". Sarà l’ultima occasione per salvare 103 anni di storia dell’edilizia.

Riproduzione riservata © 2016 viaEmilianet