Razzoli, che peccato! Solo quarto


ZAGABRIA, 6 GEN 2011 – Razzoli, che rabbia. Sulla sua pista ‘magica’ di Zagabria il campione olimpico era al comando dopo la prima manche dello slalom. Ma a fine gara, complice una neve saponosa ed un fondo pieno di buche per la temperatura in aumento e sopra lo zero, ha chiuso solo al 4/0 posto, subito ai piedi del podio, medaglia di cartone. Comunque, dopo due uscite nei primi due slalom di cdm, Razzoli c’é e c’é la squadra azzurra. Il successo, secondo in carriera, è andato allo svedese Andre Myhrer davanti all’eroe di casa Ivica Kostelic.Terzo ancora uno svedese, Mattias Hagin, che era 30/esimo dopo la prima manche e già questo spiega le condizioni di una pista che si è andata progressivamente deteriorando ed ha favorito chi non era andato bene nella prima discesa ed ha potuto gareggiare su un tracciato liscio liscio. Forse mai come in questa occasione doveva essere applicata nella seconda manche l’eccezione di far partire, in ordine rovesciato, i primi 15 della prima e non i primi 30: ma gli sponsor, come si sa, vogliono in tv gare lunghe il più possibile. "Nella seconda manche la pista era davvero troppo rovinata, con troppe buche. Una di queste – ha raccontato amaro Razzoli a fine gara – mi ha fatto sbagliare all’attacco dell’ultimo muro. Poi non me la sono più sentita di rischiare nell’ultima parte dopo che ero uscito nei primi due slalom di coppa del mondo. Comunque la mia forma cresce e la squadra pure". Per l’Italia c’é poi anche il 5/o posto del trentino Cristian Deville, il 9/0 di Manfred Moelgg ed il 13/esimo di Stefano Gross. I trentini Deville e Gross sono gli unici due azzurri che nella manche decisiva hanno guadagnato posizioni e non sono andati con il passo del gambero. Deville infatti dopo la prima manche era 9/0 mentre Gross era addirittura 29/. Ha sfruttato così al meglio il tracciato ancora pulito e non inciso dai passaggi dei rivali: niente buchette in curva e neve meno saponosa. Meglio di lui ha fatto ovviamente lo svedese Hagin, 30/o dopo la prima manche e salito sul podio. Razzoli, visibilmente deluso, sognava di vincere o perlomeno di tornare sul podio sulla sua pista magica di Zagabria dove due anni fa ottenne il suo primo risultato di rilievo con un terzo posto e dove un anno fa vinse – davanti a Manfred Moelgg – conquistando il primo ed unico, sinora, successo in cdm. Quella vittoria lo aveva poi fatto volare sino a Vancouver, sino alla conquista dell’oro olimpico. Comunque sia, è chiaro che Razzoli c’é: il comando dopo la prima manche (pettorale 10) vuol dire molto. Altri campioni – vedi lo squadrone austriaco – si sono letteralmente persi sulle nevi ostiche di Zagabria. Ed i tanti tifosi arrivati per lui dalla sua Villa Minuzzo non hanno certo perso fiducia in Giuliano Razzoli, anzi. Stesso discorso per Alberto Tomba che questa sera era a Zagabria dopo essere stato sempre presente nei grandi momenti della ancor breve carriera di Giuliano. Per l’azzurro, per tutti gli azzurri, c’é presto la possibilità di rifarsi: dopodomani , ad Adelboden, si gareggia del classico gigante e domenica in speciale. Poi, rpima dei mondiali di Garmisch in febbraio, ci sarà una infilata di altri tre slalom.

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