Razzismo a Rimini: in vendita adesivi anti-gay


RIMINI, 14 AGO 2009 – A Rimini arrivano anche gli adesivi anti-omosessuali. La segnalazione è dell’associazione nazionale GayLib, che protesta perché in negozi di souvenir e in tabaccherie della capitale della riviera romagnola, oltre ad adesivi con la scritta ‘I love Rimini’ se ne vendono altri che dichiarano ‘I am not gay’: non sono gay."Conosciamo l’accoglienza e la tradizionale amicizia della Romagna, delle città di Rimini e Riccione verso la comunità gay – spiega un comunicato dell’associazione – Persone, negozianti, albergatori, bagnini che non considerano affatto la condizione omosessuale come uno stigma biasimevole. Siamo certi quindi che si tratta di un brutto incidente di percorso dal quale, tuttavia, gli esercenti romagnoli sapranno certamente riscattarsi". GayLib invita quindi i turisti "a non acquistare oggetti simili che non rappresentano altro che i rimasugli di una cultura macista e violenta dalla quale ancora oggi continuano a originare violenza e sofferenze". L’associazione fa un appello al presidente della Provincia di Rimini Stefano Vitali (Pd) perché, come gesto riparatore, "proietti in piazza il film ‘In e Out’ nel quale l’omofobia diventa solidarietà e tutta la comunità capisce che essere gay non è affatto un problema".ANCHE FRANCO GRILLINI CHIEDE IL RITIRO DEGLI ADESIVI RAZZISTILa vendita di adesivi anti-gay in negozi della riviera riminese è condannata anche da Franco Grillini, dirigente storico di Arcigay. Grillini chiede in particolare l’intervento dell’associazione commercianti per fare sparire gli adesivi omofobici. "La denuncia di GayLib sulla presenza di adesivi antigay in vendita nelle tabaccherie di Rimini non può non suscitare viva indignazione – commenta Grillini – Si tratta di un episodio di razzismo omofobico che deve essere respinto e sul quale occorre un intervento dell’associazione dei commerciati volto a invitare i gestori e i negozianti a gettare nella pattumiera questi oggetti che incentivano l’odio verso la diversità".Il rapporto tra gay e riviera romagnola – continua – "è stato negli ultimi 30 anni precario e caratterizzato spesso da polemiche e scontri anche molto aspri. Ma a memoria d’uomo non ci risulta che qualcuno si sia prodotto in gesti esplicitamente razzisti se si esclude qualche scritta. Un tempo la riviera era l’oggetto del desiderio di moltissimi gay e c’era un’attenzione a questo segmento di turismo che ora non c’è più. Non vorremmo – è la conclusione – che queste idiozie ferragostane fossero il segnale di una involuzione negativa della cultura e del costume in una regione, l’Emilia-Romagna, che dovrebbe essere viceversa un esempio di civismo e di libertà".

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