Ravenna: serve un patto per lo sviluppo condiviso


in collaborazione con Teleromagna31 GEN. 2009 – Il Tavolo provinciale di coordinamento dell’economia e dell’occupazione, convocato nei giorni scorsi a Ravenna, ha visto la richiesta di definire un nuovo patto per lo sviluppo che abbia tre caratteristiche, ossia quella di essere condiviso da tutti, presentare un elenco di richieste e impegni concreti e realizzabili e proporre un impegno solidale ed efficace di tutti i livelli istituzionali. Al Governo è stato così chiesto di rivedere il patto di stabilità con gli enti locali per consentire a questi ultimi di realizzare investimenti mirati per la ripresa e di attuare gli impegni per realizzare gli interventi prioritari d’interesse nazionale che riguardano Ravenna a partire da E55 e porto.Ma per le province è un momento difficoltoso e proprio ieri si è svolto in Prefettura a Ravenna l’incontro con le categorie sindacali della funzione pubblica della Provincia e la rappresentanza provinciale in seguito alla dichiarazione dello stato di agitazione dei dipendenti dell’ente di piazza Caduti. Le ragioni dello stato di agitazione per i sindacati stanno nella persistente incertezza sui processi di stabilizzazione del personale precario. L’assoluta chiusura della Provincia si registra anche sul tema della riorganizzazione dei settori, dei servizi e degli uffici e i sindacati si dicono costretti al mantenimento dello stato di agitazione e alla predisposizione di ulteriori azioni sindacali che intendono sensibilizzare la giunta provinciale. E i tempi duri per la provincia di Ravenna sono evidenziati anche dalla politica perchè Pdl e Udc come noto chiedono la secessione dall’Emilia e la creazione della regione Romagna e questo comporterebbe anche la semplificazione e soppressione delle province, potendo dunque i Comuni rapportarsi direttamente con l’autorità regionale.

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