Ravenna, “pedalò” di salvataggio per i precari della Provincia


in collaborazione con Teleromagna3 MAR. 2009 – Gommone di salvataggio per i precari che lavorano in Provincia a Ravenna. I servizi che vengono gestiti in esterno verranno affidati "solo in situazioni estreme e specifiche" e nel frattempo si procederà una progressiva stabililizzazione, "compatibilmente con le normative, con la necessaria sostenibilita’ finanziaria e con le condizioni della Provincia di Ravenna", del personale dei centri per l’impiego e degli altri precari con contratti in scadenza. L’incontro con il presidente della Provincia Francesco Giangrandi ha rassicurato i sindacati della funzione pubblica: le parti, fanno sapere le organizzazioni, si rivedranno il 9 marzo per "approfondire l’esame del modello organizzativo" ed esaminare le proposte elaborate al riguardo da Cgil Cisl e Uil e dalle Rsu. Il "percorso di confronto" fra rappresentanti dei lavoratori e Provincia e’ insomma ufficialmente riaperto, e ci sono buone notizie anche sul fondo Caletti, un paio di milioni di euro lasciati in eredita’ all’ente di piazza Caduti per aiutare i dipendenti in difficolta’: sara’ questa la destinazione, ha garantito Giangrandi, che avverra’ "secondo modalita’ oggettive e trasparenti". L’incontro e’ stato "un primo positivo passo in avanti" commenta Danilo Morini, segretario provinciale della Fp Cgil. "Apprezziamo- dice- l’impegno a mantenere all’interno della Provincia i servizi attualmente svolti, a partire dai lavori pubblici e viabilita’ e dai centri per l’impiego". Ma avverte che ora i riflettori saranno tenuti puntati su stabilizzzazione e coinvolgimento dei lavoratori nella discussione sulla riorganizzazione dei servizi.

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