Ravenna, disoccupazione triplicata


La crisi sta facendo tremare Ravenna. Il tasso di disoccupazione triplicato rispetto al 2008, un calo delle imprese iscritte al registro provinciale che non ha uguali negli ultimi 15 anni, un arretramento marcato dell”artigianato. Tuttavia, ad inizio 2014 lo stock di imprese ”tiene” rispetto al 2013 e al 2012, crescono seppur di poco il commercio e il turismo, un settore come la meccanica di produzione soffre nell’occupazione (-0,98%) ma registra fatturati al +12,27%, che potrebbe essere consolidati se si proseguisse sulla strada delle aggregazioni aziendali. Bilancio ancora negativo ma con qualche piccolo spiraglio, tira le somme oggi la Cna provinciale di Ravenna presentando oggi alla stampa “TrendRa”, il rapporto congiunturale sul 2013 e sulle aspettative 2014 del comparto locale. “L’unico dato davvero positivo – evidenzia il direttore dell”associazione ravennate Massimo Mazzavillani – è quello dell’export, ormai abbiamo perso la voce a forza di lanciare appelli alle istituzioni. Il 97% delle imprese italiane è sotto i 9 addetti, il decreto Poletti sul lavoro va nella direzione giusta ma l’occupazione la si crea con le politiche industriali, che in Italia servirebbero in primis per il turismo. Un settore nel quale dovremmo muoverci ormai come Romagna unita”. Per la provincia romagnola il calo del pil è stato dell’1,2% mentre le previsioni si attestano rispettivamente al +0,6% e al +1,0%. A Ravenna viene confermato un tasso di disoccupazione medio provinciale pari al 9,9% (triplicato rispetto al 2008) e un calo del tasso di occupazione di un punto in percentuale rispetto al 2012, passando dal 67,6% al 66,6% (dati Istat). Non sono buoni nemmeno i numeri sullo stock di imprese. Il numero delle imprese artigiane del settore dell’edilizia, che rappresentano da sole oltre il 40% del totale delle imprese artigiane, è diminuito del 4,1%. Analoga la riduzione per le imprese artigiane del manifatturiero (-4,3%), più ampia per quelle del settore trasporto e magazzinaggio (-7,4%). In flessione anche i settori dei servizi alle imprese (-1,9%) e degli altri servizi (-0,5%). All’opposto, sono in crescita le imprese artigiane più legate al commercio, con un +1,8%, e al turismo, +0,5%. Guardando al 2014, lo stock raggiunto al 31 marzo è pari a 40.892 imprese, con un differenziale rispetto al 31 dicembre 2013 di 224 imprese, il più basso dell’ultimo quinquennio. Lo stock raggiunto dall’albo artigiani nel primo trimestre è di 11.063 unità, 122 imprese in meno rispetto al 31 dicembre 2013, anche in questo caso con il differenziale più corto dell’ultimo quinquennio. Tra i settori, se la meccanica si riprende l’agricoltura e l’industria alimentare registrano un decremento dello 0,85%. Ma è il settore tessile-abbigliamento-calzaturiero a registrare una brusca contrazione rispetto al 2012 (-8,9%). In merito all’operatività dei finanziamenti concessi nel corso del 2013, infine, circa il 65% degli stessi si riferisce a richieste per liquidità aziendale, consolidamento passività e acquisto scorte di magazzino, mentre solo il 35% è stato impiegato per investimenti.

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