Ravenna difende l’accordo con Eni


Garantire il futuro di un comparto che conta 5.000 addetti e una maggiore indipendenza dalle importazioni. Il sindaco di Ravenna, Fabrizio Matteucci, interviene sull’accordo firmato dalla giunta con Eni in merito al prelievo di idrocarburi in Adriatico. Ribadendo la scelta di Ravenna in campo energetico: un “mix di approvvigionamenti da diverse fonti che punti soprattutto sull’utilizzo delle rinnovabili”. Così la città dei mosaici ha creato “un comparto produttivo all’avanguardia che vede impegnati circa 5.000 lavoratori” e di cui occorre garantire il futuro. Dato che la provincia ravennate produce “circa la metà del fabbisogno energetico dell’Emilia-Romagna”, mentre l’estrazione del metano a Ravenna e nell’area nord est adriatica costituisce la “gran parte della produzione nazionale”. In quest’ottica, ricorda il primo cittadino, il 6 ottobre scorso Provincia, Camera di commercio, Comune, Confindustria, Confimi, Cna, Confartigianato, Legacoop, Confcooperative, Agci, Cgil, Cisl e Uil, hanno sottoscritto un documento che “sottolinea l’importanza di non disperdere il patrimonio ravennate e l’esigenza per il nostro Paese e per l’Europa di aprire una nuova fase nelle politiche energetiche”.

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