Ravenna, città per sempre denuclearizzata


RAVENNA, 21 MAR. 2011 – Nei prossimi giorni da Ravenna saranno avanzate due richieste ben precise a Berlusconi. "Svolgere il referendum sul nucleare lo stesso giorno delle amministrative, per togliere il dubbio che la pausa di riflessione sia solo una furbata per aggirare il referendum. Così si potranno destinare i 300 milioni risparmiati con l’abbinamento amministrative-referendum alla ricerca sulle energie rinnovabili. Inoltre, ottenere la garanzia che Ravenna, con Monfalcone e Chioggia, non è fra i siti nucleari che il Governo sta prendendo in considerazione, tenendone all’oscuro i cittadini di Ravenna e il loro sindaco. Per me il no al nucleare a Ravenna è per sempre. Lo dico da sindaco di un Comune che dà alla rete nazionale il 90% dell’energia che produce". Il sindaco di Ravenna Fabrizio Matteucci ha anticipato in questi termini, con una nota, la comunicazione in programma in serata al Consiglio comunale sul tema del nucleare. "Poche settimane fa – ha spiegato Matteucci – Bartolomeo Giachino, sottosegretario ai Trasporti, dichiarava nel corso di un incontro nella sala della Camera di Commercio di Ravenna che il nucleare era la priorità del Governo per la ripresa economica del nostro paese. Una settimana fa il ministro dello Sviluppo Paolo Romani diceva: ‘E’ inimmaginabile che l’Italia torni indietro su un percorso già attivatò. Adesso il Governo accenna ad una non meglio precisata pausa riflessione. Non mi basta. E non mi fido. La mia contrarietà al nucleare è di molto antecedente alla catastrofe giappponese, per questo ho firmato per il referendum". "E’ una contrarietà – ha sottolineato il sindaco – che ha due matrici. La principale riguarda il fatto che la ricerca, al di là dalle chiacchiere sulla terza o la quarta generazione, non ha risolto la questione sicurezza. E già questo basta. Ma c’é anche una ragione che riguarda la diseconomicità delle centrali nucleari: sono i costi del decommissioning, cioé i costi pazzeschi dello smantellamento. Non credo di essere l’unico che ha notato che il Governo giapponese non sapeva nulla di quello che succedeva e che tutto era in mano ai padroni della centrale. L’Italia ha bisogno di una rivoluzione energetica. Sabato scorso il sindaco di Milano Letizia Moratti ha dichiarato su questo tema: ‘La sicurezza dei cittadini viene prima di tutto’. Per me questo concetto vale per la mia città, ma anche per tutta l’Italia".

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