Rating sbagliato, S&P deve risarcire Parmalat


MILANO, 5 LUG. 2011 – Anche se da una decina di giorni non è più alla guida di Parmalat, Enrico Bondi ha vinto una nuova battaglia nella sua personale guerra contro banche, società di revisione e agenzie di rating giudicate corresponsabili del crac orchestrato da Calisto Tanzi. Questa volta l’azione del risanatore dell’azienda, uscito di scena col passaggio di Collecchio nelle mani della francese Lactalis, riguarda Standard & Poor’s, condannata dal Tribunale di Milano a restituire a Parmalat i corrispettivi percepiti per il rating "sbagliato" attribuito fino all’ultimo al gruppo alimentare. S&P infatti aveva mantenuto il giudizio sul merito del credito del gruppo al livello "investment grade" in modo costante dal novembre 2000 sino a poco prima del dissesto del 2003. Un errore che ora l’agenzia è chiamata a pagare, rifondendo a Parmalat parcelle da complessivi 784.000 euro, nonché le spese legali. La vittoria di Bondi poteva essere piena se con la sentenza, depositata il primo luglio, i giudici non avessero respinto una richiesta, arrivata da Parmalat, di un risarcimento danni pari a 4 miliardi di euro. Per lo scampato pericolo Standard & Poor’s ha tirato un sospiro di sollievo, tanto che in una nota di commento alla decisione dei giudici l’agenzia sottolinea in prima battuta che il tribunale ha "respinto nella sua interezza la richiesta principale di risarcimento danni promossa da Parmalat e di importo pari a oltre 4 miliardi". Quanto alla restituzione delle commissioni pagate a fronte del servizio di attribuzione del rating, "non siamo d’accordo con le sue conclusioni e ribadiamo che Parmalat ha ripetutamente fornito informazioni false e fuorvianti a Standard & Poor’s durante l’intero periodo in cui S&P ha emesso il suo rating". "Ribadiamo che Standard & Poor’s – come molti altri analisti e autorità regolamentari che si sono occupati di Parmalat – è stata vittima di una frode massiccia e sistematica fino ad oggi evidenziata da condanne penali di diversi ex-dirigenti della società. Gli autori di questo inganno e non Standard & Poor’s – conclude la nota – sono stati responsabili di eventuali perdite subite dagli investitori e Parmalat". Certo è che negli ultimi tempi le agenzie di rating sono nel mirino e non solo la vicenda di Collecchio. La Consob ha preteso ieri dai rappresentati di S&P chiarimenti riguardo al comunicato della scorsa settimana sulla manovra del governo, diffuso a mercati aperti e prima della pubblicazione del testo definitivo. Moody’s, i cui rappresentanti sono attesi nella sede della Commissione venerdì, dovrà invece fornire spiegazioni sul report, che ha scatenato una valanga in vendite in Borsa, con cui metteva sotto osservazione il rating di 16 banche italiane.

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