Rai, Lapam contro canone speciale


“Apprezziamo le dichiarazioni del Sottosegretario allo Sviluppo Economico, con delega alle Telecomunicazioni, Antonello Giacomelli a proposito dell’applicazione del canone Rai soltanto al possesso di apparecchi televisivi. Si tratta di un chiarimento ripetutamente sollecitato da Lapam Confartigianato in merito al canone speciale pagato dalle aziende: agli imprenditori non è chiesto di versare il tributo per il possesso di dispositivi diversi dal televisore che ricevono il segnale tv, come computer, smartphone, Ipad o addirittura impianti antifurto”. Così Lapam Confartigianato commenta le precisazioni del Sottosegretario Giacomelli. “Ma – aggiunge Lapam – ora va affrontato e definitivamente risolto il problema del doppio canone Rai in capo ai titolari d’impresa. Gli imprenditori, che già pagano il canone ordinario, devono versare anche il canone di abbonamento speciale Rai, con cifre che possono  arrivare fino a 6.000 euro l’anno e un gettito complessivo annuo di 74 milioni di euro, per il possesso di apparecchi atti/adattabili alla ricezione dei programmi radiofonici/televisivi, con qualsiasi mezzo e tecnologia diffusi, in esercizi pubblici o in locali aperti al pubblico e comunque al di fuori dell’ambito familiare”. Un tributo che Lapam definisce “anacronistico e non più giustificato. La diffusione degli strumenti digitali portatili con l’elevato utilizzo di contenuti on line, che arriva fino al 48,1% del totale della popolazione, rende obsoleta e superata questa forma di prelievo sulle imprese e ne aumenta i costi burocratici”. “Ci auguriamo – sottolinea l’associazione di categoria – che, dopo gli annunci dei mesi scorsi da parte di numerosi esponenti del Governo, finalmente sia giunto il momento per cancellare il canone speciale pagato dalle imprese”.

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