Raggiunto l’accordo regionale sugli ammortizzatori sociali: 520 milioni anti-crisi


BOLOGNA, 9 MAG. 2009 – E’ stato firmato l’accordo sugli ammortizzatori sociali fra la regione Emilia-Romagna, i sindacati, le organizzazioni dei datori di lavoro, ma per ora senza il sì di Confindustria che ha avanzato riserve su alcuni punti e si è riservata di fare approfondimenti nei propri organi interni. L’accordo riguarda la gestione degli ammortizzatori sociali che hanno come riferimento generale l’accordo nazionale e per i quali l’Emilia-Romagna mette in campo risorse per 520 milioni, un terzo dei quali, pari a 140 milioni di spettanza della Regione. Punto qualificante dell’intesa è non solo la possibilità del prolungamento della cassa integrazione ordinaria (grazia al calcolo che per un giorno di cig non viene considerata una settimana), ma anche l’utilizzo degli ammortizzatori sociali in deroga, cioé quelli per le categorie che finora non erano coperte (imprese industriali e artigiane sotto i 15 dipendenti, commercio, servizi, cooperative, imprese di logistica e facchinaggio).L’accordo per superare la crisi, ha come riferimento una strategia, condivisa da tutti, di lavorare per contrastare la crisi con una politica tesa a salvaguardare il più possibile la base, produttiva, le imprese e quindi il lavoro. L’altra premessa è quella di costruire le condizioni per una fase di passaggio dalla crisi alla ripresa. Questa cornice si inquadra nelle azioni che la Regione ha già messo in atto per l’innovazione, la ricerca, la formazione, sul sostegno al credito per tutti i settori. Fra i contenuti dell’accordo ci sono anche i criteri per la gestione della mobilità che privilegiano la volontarietà e la condizione previdenziale dei lavoratori. L’obiettivo è dunque quello di evitare i licenziamenti unilaterali. Altro punto importante sul quale ha insistito il presidente Vasco Errani riguarda la base economica di riferimento dell’intesa che è di 520 milioni, ma se le parti si trovassero di fronte ad una insufficienza delle risorse, il Governo, nella sigla fatta con le Regioni, si è impegnato a coprire la parte mancante.CGIL: PUO’ ESSERE UN MODELLO NAZIONALE"L’accordo che si è raggiunto al tavolo di confronto delle parti sociali ed economiche con la Regione Emilia-Romagna è un vero e proprio patto sociale per attraversare la crisi e riveste per la Cgil un valore nazionale". Il segretario regionale della Cgil, Danilo Barbi, ha commentato in questo modo la firma apposta in Regione, aggiungendo: "Dispiace che Confindustria regionale non sia ancora in grado di firmare l’accordo, ma confido che potrà farlo la prossima settimana". Con la firma, prosegue, si è concluso "un importantissimo confronto circa la condizione con cui lavoratori e imprese potranno meglio affrontare la crisi nei prossimi mesi. L’accordo infatti non si limita, fatto pur molto importante, a definire un sistema di contrattazione degli ammortizzatori in deroga, che riguardano cioé la possibilità, almeno per due anni, di utilizzare la cassa integrazione ordinaria e straordinaria per tutti quei lavoratori che oggi non ne hanno diritto. L’intesa fissa anche orientamenti e criteri di fondo per la gestione degli ammortizzatori già esistenti, nel senso di privilegiare tutte le modalità che favoriscano il mantenimento dei posti di lavoro sia nelle grandi che nelle piccole imprese. Un uso degli ammortizzatori quindi che eviti le sospensioni di attività e favorisca invece le riduzioni d’orario e l’allungamento della durata degli stessi ammortizzatori".

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