IL BUDGET 2012 DI CMC RAVENNA


ravenna 6 marzo L’assemblea dei soci di Cmc ha approvato il budget 2012 e il Piano 2012-2014.Nel prossimo triennio, la Cooperativa prevede una costante crescita delle dimensioni aziendali e l’espansione delle attività nei paesi esteri.Nel 2011, CMC ha fatturato 870 milioni di euro c.a., in crescita rispetto al 2010. Sostenuti da un portafoglio ordini superiore ai tre miliardi di euro, i ricavi – metà dei quali da realizzare all’estero: Africa Australe, Estremo Oriente, Sud Mediterraneo, Balcani, USA – saliranno a 950 milioni nel 2012 e supereranno il miliardo nell’ultimo anno del Piano. Nel triennio, il risultato economico ante imposte, pari a 17,9 milioni c.a. nel 2011, è previsto in lieve aumento, attorno ai 18-19 milioni.Pur in presenza di un aumento del fatturato, la posizione finanziaria netta è rimasta sostanzialmente invariata ed è prevista una sua riduzione nell’arco del piano. “Nel 2012 – ha commentato l’Amministratore Delegato, Dario Foschini – avvieremo, in Italia e all’estero, diverse nuove commesse: un lotto dell’Expo di Milano, il secondo lotto della SS 640 di Porto Empedocle in Sicilia, l’Ospedale dei Castelli (Roma), la realizzazione di una strada in Bulgaria e due lotti della Metropolitana di Singapore. In questi anni, il mercato delle costruzioni italiano ha subito una contrazione del 30% che stiamo contrastando con l’ingresso nelle concessioni autostradali (Tangenziale Esterna di Milano ed autostrada Livorno-Civitavecchia) e con uno sviluppo delle attività connesse alla rete infrastrutturale in Romagna (porto, Darsena, E45). Soprattutto, abbiamo la presenza nei mercati esteri e, di recente, con l’acquisizione di un’impresa di costruzioni locale, siamo entrati anche nel mercato USA.”A fine 2011, il personale complessivamente occupato dal Gruppo CMC, in Italia e all’Estero, era di 7.161 unità; i soci cooperatori erano 392.“Gli obiettivi della Cooperativa per il prossimo triennio – ha dichiarato il Presidente Massimo Matteucci – sono stati stilati, viste le difficoltà generali, con prudenza, ma senza reprimere le potenzialità aziendali e le sue opportunità di sviluppo. Prudenza, infatti, non significa rinuncia. Lo dimostrano i nostri programmi e il fatto che nonostante la recessione economica, che impone di dedicare grande attenzione ai costi, non abbiamo ridotto il budget per la formazione e la crescita professionale e manageriale delle risorse umane. Continuiamo a credere che questo sia il miglior modo, per un’impresa, di guardare al futuro.”

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