CONFINDUSTRIA RAVENNA E CARIROMAGNA RINNOVANO L’ACCORDO


ravenna 16 luglio La crisi economica che stiamo attraversando pone il rafforzamento della relazione e del dialogo tra imprese e banca come prioritaria e condivisa esigenza per stimolare e sostenere la domanda di credito delle tante piccole e medie imprese virtuose, struttura portante del sistema produttivo italiano, ricorrendo a tutti gli strumenti di facilitazione creditizia che rendono l’accesso al credito più semplice e vantaggioso.Questo lo spirito dell’accordo siglato oggi da Confindustria Ravenna e Cariromagna che mette a disposizione delle PMI del territorio un plafond di 1,4 miliardi di euro e che rafforza ancor di più la collaborazione tra l’associazione territoriale di Piccola Industria di Confindustria e la banca.Con la firma odierna viene ratificato a livello provinciale l’accordo nazionale sottoscritto da Confindustria Piccola Industria e il Gruppo Intesa Sanpaolo che prevede un plafond di 10 miliardi di euro, di cui 200 milioni di euro dedicati a finanziare progetti innovativi di nuove imprese.L’intesa è stata presentata da Maria Cristina Bertellini, vice presidente di Piccola Industria di Confindustria, Giorgio Bertozzi, del comitato di presidenza di Confindustria con delega all’internazionalizzazione, Elio Bagnari, presidente di Piccola Industria di Confindustria Ravenna, Adriano Maestri, direttore regionale Emilia Romagna, Marche, Abruzzo e Molise di Intesa Sanpaolo, e Stefano Capacci, direttore generale di Cariromagna.”Le imprese si trovano a operare in una situazione di incertezza dovuta agli effetti della crisi economica. – dichiara Maria Cristina Bertellini, vice presidente Piccola Industria di Confindustria – In presenza di una domanda interna ancora debole, potenziare le relazioni con l’estero è una strada obbligata per agganciare la ripresa. Occorre dunque guardare ai paesi esteri dove la crescita è più sostenuta, in particolare ai mercati asiatici, destinati a diventare sempre più il perno dei nuovi equilibri mondiali. Su questo fronte le aziende della Romagna stanno facendo molto e sono un esempio per il mondo imprenditoriale italiano. Con Intesa Sanpaolo, fin dal 2009 abbiamo costruito un percorso importante: abbiamo presentato le opportunità previste dagli accordi, ma soprattutto abbiamo dato spazio all’ascolto e al confronto per capire le reali esigenze degli imprenditori e cosa si può ulteriormente migliorare perché la banca sia sempre più un compagno di viaggio dell’impresa verso nuovi mercati.”“L’accordo tra Confindustria Ravenna e Cariromagna sottoscritto oggi – dichiarano Elio Bagnari, presidente Piccola Industria di Confindustria Ravenna e Giorgio Bertozzi, membro del Comitato di Presidenza di Confindustria con delega all’Internazionalizzazione – si inquadra nell’attività di sostegno alla competitività delle imprese regionali portata avanti quotidianamente da Confindustria Ravenna. Il programma degli interventi ricompreso nell’accordo è strategico in quanto mette a disposizione strumenti per assistere le imprese impegnate sempre più nei contesti internazionali dove è oggi possibile intercettare la domanda, ferma da tempo nel mercato interno. Attraverso programmi di investimento strategici e mirati le imprese possono tornare a crescere ed agganciare la ripresa: poter contare su un sistema del credito efficiente ed aperto alle esigenze imprenditoriali diventa allora fondamentale”. “Con questa intesa – commenta Adriano Maestri, direttore regionale di Intesa Sanpaolo – il nostro Gruppo si conferma banca di riferimento per sostenere la crescita delle imprese italiane. Noi mettiamo in campo ogni iniziativa per rafforzare la partnership strategica tra imprese e banca per innescare una crescita profittevole, aiutando le imprese nel processo di internazionalizzazione, nella ricerca e nell’innovazione, nel rafforzamento delle performance commerciali. Un obiettivo prioritario è anche quello di favorire la nascita di una nuova generazione di imprenditori, creando un “ecosistema” per lo sviluppo di start up basate sulle nuove tecnologie, in collaborazione con i maggiori centri di ricerca nazionali.”“Diamo pieno sostegno alle Pmi che rappresentano il tessuto connettivo e vitale dell’industria e del futuro dell’economia romagnola. – aggiunge Stefano Capacci, direttore generale di Cariromagna – L’accordo è la risposta concreta alle difficoltà in cui versano le piccole e medie imprese ma è anche una manifestazione di fiducia nelle grandi opportunità che si presentano per coloro che affrontano seriamente le sfide del mercato. Il momento esige uno sforzo comune. Il dialogo, tratto distintivo degli accordi con Confindustria Ravenna, è fondamentale per conoscere e affrontare insieme difficoltà e potenziale delle imprese che devono essere aiutate e spronate a compiere un decisivo passaggio culturale per dotarsi dei necessari strumenti per meglio competere sui mercati internazionali.” Le principali caratteristiche dell’accordoSviluppo Business InternazionaleL’industria italiana sarà sempre più dipendente dall’estero ed in particolare dai paesi emergenti, più difficili e lontani. Nel 2015 il peso di questi paesi sui mercati mondiali supererà il 50%; all’inizio del millennio era ancora al 33%. In questo contesto le imprese emiliano romagnole sono già ben posizionate: il peso dei paesi emergenti sull’export è infatti del 35%, prossimo al livello nazionale pari al 38%. Vi sono comunque ancora notevoli spazi di miglioramento.Per competere in mercati sempre più globali, l’accordo propone una piattaforma di prodotti, eventi e servizi consulenziali (tra i quali i portali Trade Esplora, Greentrade e un programma di incontri sul territorio) a supporto delle strategie di espansione e di internazionalizzazione delle PMI. Tra le soluzioni finanziarie più innovative Export Facile, per la copertura del rischio d’insolvenza dei debitori esteri fino al 100% a fronte dei crediti ceduti pro-soluto. Export Facile fornisce inoltre alle imprese liquidità aggiuntiva e alternativa alle tradizionali linee di credito, supportandone le strategie di esportazione e facilitandone il commercio con l’estero. In tale direzione sono già state individuate in Romagna circa 300 aziende esportatrici che potrebbero usufruire di tale soluzione. Nel corso del 2013 i gestori di Cariromagna, coadiuvati da specialisti, incontreranno queste imprese.Crescita dimensionalePer esportare di più occorre avere dimensioni d’impresa maggiori, anche per attivare nuove leve competitive. Le imprese piccole rispetto alle medio-grandi scontano un divario del 70% per brevetti e marchi internazionali, e del 50% per le certificazioni di qualità/ambientali. L’accordo propone servizi di consulenza specialistica per le PMI che affrontano momenti di discontinuità e cambiamento in ottica di crescita e fornisce soluzioni per l’avvio di processi di aggregazione. Sono previste anche forme di collaborazione come la costituzione di Reti d’Impresa, operazioni di finanza straordinaria, M&A, passaggi generazionali, ricerca partner su scala nazionale e internazionale. Il servizio è fornito dalla Divisione Corporate & Investment Banking-Banca IMI e si avvale della collaborazione di appositi specialisti presenti sul territorio, mettendo a disposizione servizi tradizionalmente accessibili solo alle aziende di grandi dimensioni.Nuova imprenditoriaLa crescita economica deve puntare anche sul consolidamento e lo sviluppo di nuove imprese. La probabilità di sopravvivenza delle start-up italiane è superiore a quella delle analoghe tedesche. Le nostre start-up crescono poi più rapidamente: negli ultimi 6 anni hanno creato 2,76 milioni di nuovi posti di lavoro (pari al 17% degli occupati).Nell’ambito del programma di Piccola Industria Confindustria “AdottUp”, che prevede un coinvolgimento attivo in termini di “tutorship” da parte di aziende associate, l’accordo odierno prevede servizi e iniziative volti a facilitare la nascita e lo sviluppo di nuove imprese. Le migliori idee imprenditoriali, selezionate dal comitato congiunto Intesa Sanpaolo-Confind
ustria, vengono “adottate” da imprese, segnalate da Confindustria, già consolidate sul mercato affinché, in qualità di “incubatori”, le aiutino a svilupparsi in business sostenibili anche grazie alle iniziative di Intesa Sanpaolo Neoimpresa e Officine Formative.Il dialogo tra impresa, banca e territorioPer attivare e sviluppare una relazione “virtuosa” fra impresa e banca, l’accordo conferma e rinnova, nel segno della continuità, i servizi di consulenza globale mediante strumenti di dialogo e supporto già attivati nei precedenti accordi, ora ulteriormente arricchiti di nuove funzionalità. Con tali strumenti Cariromagna intende favorire la creazione di una partnership strategica impresa-banca basata su un dialogo costruttivo e trasparente, finalizzato a consentire alle PMI un più semplice accesso al credito e condizioni migliori. In Romagna sono già state identificate circa 800 PMI, per le quali sono state valutate l’adeguatezza dei requisiti di bancabilità e di quelli richiesti per l’accesso ai plafond agevolati. Queste imprese saranno contattate nel prossimo semestre per proporre soluzioni finanziarie a sostegno della loro crescita. L’utilizzo degli strumenti di dialogo, come Diagnostico e Simulatore, consente alla banca di migliorare la valutazione del merito creditizio e all’impresa di acquisire una maggiore conoscenza del proprio grado di “bancabilità” oltre a favorire la conoscenza e la possibilità di accedere agli strumenti di facilitazione creditizia messi a disposizione dal sistema (es. provviste agevolate BEI e CDP, plafond ABI, Fondo Centrale di Garanzia).I precedenti accordiL’intesa siglata oggi è la quarta tappa di un percorso avviato nel luglio del 2009 con un primo impegno comune per garantire la liquidità necessaria alle imprese colpite dalla crisi. L’accordo successivo, del settembre 2010, ha rilanciato la competitività delle imprese italiane incentivando gli investimenti in R&S e per l’internazionalizzazione, considerati motori decisivi per far ripartire la crescita. L’accordo del 2011 ha presentato un ulteriore passo avanti puntando in particolare ad alcuni ambiti strategici per l’impresa: l’innovazione, le reti di impresa e le altre forme di alleanze, la valorizzazione del “capitale umano”, l’internazionalizzazione, l’efficienza energetica e l’eco-sostenibilità.

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