Quote latte. “Mobilitazioni per cambiare il decreto”


REGGIO EMILIA, 20 FEB. 2009 – Le Organizzazioni Professionali Agricole di Reggio Emilia, Confagricoltura, Cia e le centrali Cooperative Confcooperative e Lega Coop Agroalimentare, rappresentate dai rispettivi presidenti, questa mattina si sono incontrati in Prefettura con il vicario dott. Adolfo Valente, accompagnato dal Capo di Gabinetto dott. Roberto Bolognesi, per far presente la contrarietà della maggior parte del mondo agricolo reggiano nei confronti del Decreto sulle quote latte attualmente in discussione al Senato, e per far giungere alle autorità di Governo le loro proposte di modifica al Decreto stesso.Le rappresentanze agricole reggiane hanno inoltre espresso un forte dissenso in relazione al mancato accoglimento da parte del ministro Zaia della maggior parte delle richieste avanzate dai produttori con un documento unitario sottoscritto nei giorni scorsi e sostenuto dalla Regione Emilia-Romagna presso le sedi istituzionali. "In particolare – segnalano le rappresentanze agricole – è venuta meno la costituzione di un fondo di 500 milioni di euro finanziato adeguatamente e destinato unicamente ai produttori che hanno acquistato quote, l’esplicita rinuncia preventiva alle azioni legali in corso da parte dei potenziali beneficiari dell’assegnazione di quote produttive per tramite della rateizzazione, l’attribuzione delle quote solo successivamente al pagamento della prima rata, in seguito alla richiesta di rateizzazione da parte dei “grandi splafonatori” come prevede il Decreto.Le organizzazioni reggiane hanno chiesto inoltre l’impegno affinchè venga modificata "la priorità di assegnazione delle quote inserendo anche coloro che non hanno prodotto la quota B tagliata, gli affittuari di quota, che l’assegnazione non preveda franchigie e che sia abrogata la norma che stabilisce la restituzione del prelievo pagato in eccesso anche ai produttori non titolari di quota e ai produttori che abbiano superato il cento per cento del proprio quantitativo di riferimento individuale, in quanto tale disposizione attuata a fine campagna mette a rischio l’entità delle compensazioni per le aziende in regola".Perché le richieste avanzate dai produttori reggiani siano accolte le organizzazioni Confagricoltura, Cia e le centrali Cooperative Confcooperative e Lega coop Agroalimentare si impegneranno a sensibilizzare i parlamentari eletti in loco affinché le proposte di modifica sollecitate siano recepite nella fase di conversione in legge del decreto. Nel contempo fanno presente che "seguiranno con attenzione i lavori parlamentari per valutare il grado di accoglimento delle istanze predisposte e per decidere le eventuali azioni da mettere in atto, a tutela dei produttori rispettosi delle regole e della legge 119, non ultima la convocazione di una mobilitazione generale qualora le norme non corrispondessero agli interessi degli allevatori".In ogni caso, per far sentire al Parlamento la volontà degli allevatori onesti, in consonanza con quanto sta avvenendo in altre parti d’Italia, le organizzazioni reggiane annunciano fin da ora una giornata di mobilitazione con iniziative pubbliche, che sarà collocata nei primi giorni di marzo.

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