“Questo Passante non s’ha da fare”


BOLOGNA, 13 OTT. 2009 – "Se persino un piccolo parcheggio a Bologna è soggetto a un bando europeo pubblico, non vedo come un’opera da due miliardi di euro potrebbe aggirare questa regola". E’ quel che sostiene Gianni Galli, membro del Comitato contro il Passante Nord, il progetto pensato per risolvere il problema del traffico nel nodo cittadino ma da anni al centro di numerose polemiche. La Commissione europea aveva avviato una procedura di infrazione contro l’Italia per quanto riguarda la realizzazione del Grande Nodo, che ora è stata archiviata. Questo però, sostiene Galli, non vuol dire che non vi siano più ostacoli. "Quello che Bruxelles ha fatto – dice – è semplicemente ritirare una denuncia di fronte alle autorità italiane che si sono impegnate a rifare un progetto. Progetto che però dovrà essere significativamente più corto rispetto all’attuale e – noi aggiungiamo – non potrà avere comunque la deroga di evitare il corso di bando europeo". Già nel 2004 il Comitato ha presentato un progetto alternativo che sfrutterebbe il percorso stradale già presente, ma non è stato preso in considerazione. Ora la battaglia si sposta verso un’altra direzione: il Comitato vuole dimostrare che il Passante Nord non è più necessario. "Le previsioni di traffico già fatte nel 2002, all’epoca dell’uscita del Passante Nord erano drammaticamente sbagliate. Si prevedevano per oggi oltre 230.000 veicoli al giorno, ma siamo a circa 140.000 e la tendenza è al ribasso. Non ci sono i presupposti, il problema non è l’autostrada ma sono le radiali che portano a Bologna".

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