Questa Italia cinica, reazionaria e ignorante


17 GEN. 2009 – Lo strappo della dalemiana Lucia Annunziata, con la plateale uscita dalla puntata di Annozero dedicata alla strage di Gaza, è stato un gesto (per quanto assurdo) del tutto individuale. La posizione del Pd e soprattutto di Massimo D’Alema, già ministro degli esteri del governo Prodi, rimane molto netta su quanto avviene in queste settimane in Palestina. Anche se oggi prendere le difese di una popolazione inerme sottoposta a bombardamenti insensati può apparire minoritario, in realtà dice D’Alema: “Non siamo noi isolati, ma lo è questa Italia cinica, reazionaria e ignorante. Noi siamo l’Italia della pace, della ragione e della politica.”Una puntualizzazione importante perché il leader Pd ricorda che ai tempi dell’invasione israeliana del sud del Libano (un’operazione anti-Hezbollah in parte simile a quella anti-Hamas di questi giorni) fu proprio la diplomazia italiana a proporre di estendere il modello della forza internazionale di interposizione anche a Gaza. Una proposta che non venne accettata. E D’Alema non si fa sconti: il fatto che non sia stata accettata non gli fa piacere, vuol dire che da ministro degli esteri non è stato in grado di affermare in Europa quella proposta che oggi torna fortemente alla ribalta. Che differenza con il balbettante ministro degli esteri berlusconiano Frattini, quello che nei momenti di crisi internazionale va in vacanza alle Maldive… Da Assisi è arrivato un messaggio di pace molto forte: la richiesta che di fronte ai bombardamenti israeliani e al terrorismo di Hamas prevalga un idea non violenta, politica, di negoziato. A Bologna invece ieri è avvenuto un nuovo inquietante episodio di razzismo: svastiche e croci celtiche, accompagnate dalla scritta ‘via’, sono state tracciate con una bomboletta spray sulle saracinesche di un bar e di una macelleria gestiti da immigrati egiziani in via Tommaseo, in zona Barca, alla prima periferia di Bologna. L’episodio è avvenuto a pochi giorni dalla preghiera islamica in piazza Maggiore a margine del corteo per protestare contro l’attacco israeliano a Gaza. Sono stati i titolari degli esercizi commerciali a chiamare la polizia per segnalare la presenza delle scritte. Sull’episodio la Procura ha aperto un’inchiesta contro ignoti per deturpamento e imbrattamento aggravati dalla finalità di discriminazione etnica, razziale e religiosa. "Sono molto preoccupato per questa insofferenza", ha detto il Procuratore reggente Silverio Piro riferendosi all’episodio. Il fascicolo verrà affidato al Pm Valter Giovannini, del pool antiterrorismo della Procura di Bologna. Intanto il corteo pro-Gaza del 24 gennaio non potrà passare per piazza Maggiore, per evitare una nuova preghiera degli islamici di fronte a San Petronio. Il centrodestra e la Lega bolognesi si sono “scatenati” di fronte a queste immagini con una vero e proprio delirio anti-islamico. E neanche la Curia ha gradito. Ben diversa la reazione del cardinale Tettamanzi a Milano (dove un’identica preghiera si è svolta sul sagrato del Duomo); in quel caso il vescovo di Milano ha richiamato al dialogo e per questo è stato oggetto di una fortissima contestazione da parte di esponenti ultras leghisti come Mario Borghezio.

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