Quelli che fanno la differenziata


BOLOGNA, 10 NOV. 2009 – Più cinque per cento. E’ l’incremento della raccolta differenziata realizzato in un anno in Emilia Romagna. A prima vista può sembrare poca roba, ma in realtà si tratta dell’incremento più alto degli ultimi anni. Solo nove anni fa la percentuale di rifiuti differenziati era ferma al 25% percento, oggi i dati del primo semestre 2009 parlano di un 48% (+3% dell’obiettivo di legge vigente). L’obiettivo imposto dall’Unione Europea, il 65% di differenziata entro il 2012, sembra dunque a portata di mano. Ma se da una parte cresce la raccolta differenziata, dall’altra crescono anche i rifiuti prodotti, aumentati nel 2008 del 3% rispetto all’anno precedente. 695 chilogrammi prodotti pro capite sono troppi, una montagna che è necessario far calare. Di come riuscirci se n’è parlato in occasione della presentazione del “Report 2009” sui rifiuti, illustrato in Regione dall’assessore all’ambiente Lino Zanichelli, dal direttore tecnico di Arpa Emilia-Romagna Vito Belladonna e dal direttore generale del Consorzio Conai Giancarlo Longhi. “Attraverso il Piano di azione ambientale sono stati stanziati 15 milioni di euro che hanno messo in movimento 171 progetti su tutto il territorio regionale”, ha spiegato l’assessore Zanichelli sottolineando che parte dei finanziamenti è rivolta proprio alla ricerca e allo sviluppo di progetti per ridurre alla fonte, ovvero alla loro nascita, i rifiuti. Tre milioni di fondi regionali verranno infatti elargiti sotto forma di incentivi alle aziende per, ad esempio, diffondere i sistemi di ricarica di detersivi e generi alimentari alla spina. Finanziati inoltre gli “acquisti verdi” nelle pubbliche amministrazioni, mentre sono allo studio anche progetti sulla cosiddetta “tracciabilità”, per tecniche pilota che consentano di seguire passo passo il percorso dei rifiuti dal momento in cui sono prodotti fino allo smaltimento. A proposito di imballaggi, esiste già tra Regione Emilia-Romagna e Consorzio nazionale imballaggi (Conai) un protocollo d’intesa che consente di controllare il sistema impiantistico legato alla gestione consortile di tali rifiuti. “Un accordo – ha spiegato il direttore del Conai Longhi – che vuole migliorare ancora i risultati finora conseguiti sia in termini di raccolta differenziata sia di avvio al recupero dei rifiuti di imballaggio. Nel 2008 il sistema consortile ha avviato a riciclo 287mila tonnellate di rifiuti di imballaggio raccolti dai Comuni dell’Emilia-Romagna, con una crescita del 3,8% rispetto al 2007”.Il nome completo del Piano di cui si è parlato nella conferenza stampa è “Piano di azione ambientale per un futuro sostenibile della Regione Emilia-Romagna 2008-2010” ed è stato approvato lo scorso dicembre per potenziare le stazioni ecologiche, estendere i sistemi di raccolta differenziata, avviare i materiali a recupero. Ma non solo, in sintonia con gli obiettivi fissati da Kyoto, c’è anche il progetto “Carbon capture and storage” che riguarda la cattura e lo stoccaggio dell’anidride carbonica che esce dagli impianti. Anch’essa è un rifiuto che può essere riutilizzata nei processi industriali.Il tema della riduzione della Co2 sarà al centro della “Settimana europea per la riduzione dei rifiuti” in programma dal 21 al 29 novembre prossimi. Una campagna di comunicazione ambientale nata all’interno del Programma Life+ della Commissione europea con l’obiettivo di sensibilizzare istituzioni, consumatori e tutti i soggetti coinvolti sulle strategie e politiche di prevenzione dei rifiuti messe in atto dall’Unione europea. La Regione Emilia-Romagna partecipa come “Project developer”, coordinando una serie di iniziative promosse in collaborazione con gli enti locali e con Hera ed Enìa, le due principali aziende del servizio di gestione dei rifiuti in regione.

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